lunedì 30 giugno 2025
Impressione di "I love Tokyo" 11.(Il 13 aprile 2019)
Oggi ho finito di leggere il capitolo 2. Ieri vi ho raccontato il Boom di Bubble. Andiamo avanti. La storia di Bubble vi racconto approfonditamente a un'altra occasione. La Pina ha scritto quando consegna i biglietti da visita a qualcuno, è da porgere con 2 mani. E ha scritto anche "è un modo gentile e rispettoso". Giusto. Quell'argomento è giusto. E poi l'argomento seguente è fare la coda. Certamente a noi giapponesi piace fare la coda. Perché non lo so. Comunque facciamo una coda. Poi lei ha scritto di chiedere aiuto. Sì, noi aiuteremmo una persona che ha perso la strada, ma c'è un problema. Noi giapponesi non parliamo inglese. Abbiamo imparato inglese alla scuola media e al liceo, eppure non sappiamo parlare. Però non disperatevi, secondo La Pina, il numero degli studenti universitari che sceglie l'italiano come seconda lingua obbligatoria da affiancare all'inglese( io non lo sapevo!!), perciò è meglio che chiedete aiuto in italiano ai soprattutto giovani, forse vi aiuteranno. Magari loro parlano più buono di me. Siccome io non ho laureato, e neanche non entravo a un'università. Il mio cervello è così male, non sapevo entrare all'università. Vorrei andare all'università, ma ormai sono vecchio, è impossibile. Torniamo discorso. La Pina ha scritto:" Se invece di fermarsi ad accudirsi ad accudirvi, vi vedete rispondere con un gesto che ricorda quello della Maionchi a X Factor( io vivo in Giappone, non posso vederlo, perciò non conosco come il gesto), ci sono 3 possibilità. -Si vergognano di non sapere bene l'inglese e scappano( magari quasi tutti fanno così, di conseguenza provate a chiedere aiuto in italiano!! Se mi chiedeste aiuto, risponderei in italiano, però il mio italiano è peggio, eh!!). -Non hanno tempo! è che lavora quella...-Siete vestiti alla cazzo( questa possibilità è molto bassa, voi siete elegantissimi. Io lo so, perché io sono venuto in Italia per 2 volte, e l'ho visto). E lei ha chiuso l'argomento con una frase:" Chiedete a qualcun altro.
Il prossimo argomento è i piedi. Noi giapponesi abbiamo abituato di togliere le scarpe quando entrare in tutte le case. Quest'abitudine è tradizione. Tuttavia lavare i piedi la mattina e indossare dei calzini presentabili è un po' esagerato. Noi non si fa così.
Regalini. Tra gli amici non si porta regalini. Solo sul lavoro, quando il capo oppure collega invita a qualcuno, allora questa persona porterebbe i regalini. Le regole per sceglierlo è La Pina l'ha scritto nel libro. Leggetevelo.
A tavola. Noi non si prepara sempre forchetta e cucchiaio. Generalmente noi usiamo i bastoncini( La Pina ha scritto le bacchette, ma mentre stavo a Roma, i romani li hanno chiamati i bastoncini). Però in Giappone di oggi si mangia anche la cucina occidentale, (lo conoscete, vero) per questo motivo a volte prepariamo forchetta e cucchiaio. Però è meglio che sapete usare i bastoncini. Le istruzioni per l'uso dei bastoncini è La Pina ha scritto con il disegno nel libro.
Lasciare pulito. Anche La Pina ha raccontato, ma a Tokyo veramente non ci sono cestini dove buttare la immondezza (vi prego di non venite solo buttarla a convenience store, dato che adesso lavoro lì, mi raccomando anche fare la spesa), sapete perché? Beh, finalmente sono diventato quell'età che lo racconto ai giovani, sono veramente invecchiato. Queta cosa era colpa di un caso. Verso l'inizio negli anni 90 il caso è successo. Si chiama il caso delle Metro-Sarin(non so come si dice "Sarin" in italiano, comunque indica un tipo di fortissimo veleno). Quel caso suscitava un gruppo religioso terroristico che si chiamava Omu-Shinrikyo. Quel gruppo ha seminato il veleno nelle metro. Tanti passeggeri diventarono le vittime. E poi per non mettere un pericolo i cestini di metropoli sono scomparsi. Prima del caso, c'erano quelli. L'anno scorso i dirigenti di quel gruppo sono morti, perché loro erano i condannati morti. A proposito avevo una possibilità di essere coinvolgere anch'io, perché in quel tempo anch'io usavo la metro per andare il lavoro. Fortunatamente potevo sfuggire al caso. Meno male. Ah, devo andare a letto. Ciao.
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