lunedì 30 giugno 2025

Impressione di "I love Tokyo" 48.(Il 21 maggio 2019)

Oggi scrivo del quarto giorno del programma di La Pina. Secondo il programma prendete la linea Keisei, ma per prendere la linea Keisei, dovete andare a Ueno. Magari alloggiate a Shibuya, perché il giorno precedente cenate a Shibuya. Prendete la Jr linea Yamanote fino a Ueno, e cambiate la linea Keisei. Esattamente non conosco bene dov'è Shibamata. Comunque arrivate a Shibamata, dovete agire su dei film di Tora san. Tora san è il protagonista di film Otoko ha tsuraiyo (a me non piacevano quei film). Quel film aprivano ogni capodanno, tuttavia l'attore di protagonista (si chiama Kiyoshi Atsumi) morì, la serie del film è finita. Tornando discorso, quando finite di andare in giro per Shibata , pranzate lì. Il consiglio di La Pina è prendere un bel piatto di soba saltata (yaki), in brodo, o fredda (zaru). E poi andate a Ginza, però state attenzione, le merci di quel quartiere sono costose. La cena è Shinbashi. Ma a La Pina piace alcolico. A chi piace yakitori, a questa persona piace alcolico. Io non bevo, perciò non mangio tanto yakitori. Ah oggi finiamo qui, perché devo andare a letto. Ciao. A domani.

Impressione di "I love Tokyo" 47.(Il 20 maggio 2019)

Oggi ho finito a leggere il libro (ho passato 48 giorni a leggerlo, sono troppo lento, vero? Ma c'erano tante parole che non conoscevo), perciò avevo il tempo, sono andato all'ufficio di collocamento a Shinjuku e ho trovato un annuncio di offerta di lavoro di una famosa scuola linguistica italiana "istituto italo-giapponese (non è l'istituto italiano di cultura)". Lo scuola vuole prendere un impiegato/ una impiegata chi sa parlare inglese, tedesco o italiano. Volevo partecipare, ma il mio italiano è così cattivo, non mi prenderà (i miei certificati di italiano sono persi), inoltre sono troppo vecchio, forse c'è qualcuno chi parla più bene di me e magari quella persona è più giovane di me. Beato lui/ beata lei. A proposito adesso signora Raggi è venuta a Tokyo. Non lo sapevo. Lei ha incontrato con signora Koike chi è capo metropolitano (non è sindaco, a Tokyo non esiste un sindaco, anzi come prefetto, non lo so esattamente come si dice in italiano). Comunque mi sono emozionato. La prefettura di Tokyo siede a Shinjuku, questo significa la Raggi è venuta a Shinjuku. Mannaggia!! Dove alloggia? L'hotel Keio Plaza? Oppure lo Shinjuku Prince Hotel? Quando torna a Roma? Domani cosa farà? Vorrei chiedere cos'è M5S. Vabbeh! Ieri ho scritto il secondo giorno del programma di La Pina. Secondo il progetto dopo di una passeggiata a Meiji jingu, lei vi suggerisce di comprare un bel bento in un convenience e poi di mangiarvelo seduti su una panchina di Yoyogi Park, che è il parco proprio lì vicino al Meiji Jingu. Quando era il Band Boom, ogni domenica i giovani si riunirono e suonarono sulla strada di fianco al parco, perché era isola pedonale. Naturalmente anch'io suonavo la chitarra elettrica. Andiamo avanti. Dopo del pranzo dal parco tornate alla stazione di Harajuku e buttatevi nella mischia di Takeshita Dori e poi andate su Omotesando Dori (lo stradone principale). Se il mio ricordo è giusto, c'è una scuola linguistica italiana Bell'Italia vicino qua. E ci sono i negozi di mode italiane. Potete farci shopping, però gli abiti costano tanti, eh!! Poi La Pina vi propone di prendere shabu shabu alla cena. Anche questo giorno vi consiglio di alloggiare un hotel a Shibuya. Cambiando discorso oggi ho ordinato i DVD di Winx Club ed i dizionari di inglese e spagnolo alla Feltrinelli. Finalmente da domani potrei vedere i DVD di Winx Club. Tornando discorso, il terzo giorno La Pina organizza di andare in giro per Ueno, per questo motivo dovreste prendere la metro, o la Jr Yamanote Line fino alla stazione di Ueno. Andate ad Ameyoko Market e girate ben bene, potete fare ottimo affari (Io non faccio lo shopping negli altri quartieri, di conseguenza non capisco i merci di Ueno costano pochi o no). Quando finito il giro, spostatevi al Ueno Park e noleggiate una di quelle barchette a forma di cigno al larghetto di Shinobazu. Sono d'accordo con l'opinione di La Pina. Sarebbe molto divertente. Tuttavia per pranzare tornate in centro a Shibuya. Quando finite il pranzo andate a Shibuya 109, e se siete uomini, andate 109 men. Magari potete acquistare gli abiti di moda giapponese, ma io non ho mai fatto lo shopping a Shibuya, perciò non so queste spese sono buone o no. E poi se avete voglia di farvi una sveltina la zona è piena di Love Hotel. Dopo di avere fatto l'amore (venite per scopare a Tokyo?) avete fame, fate merenda da Tokyu Food Show che trovate al piano BF1 della stazione di Shibuya. La cena è Nombei Yokocho. E anche questo giorno è meglio che alloggiate in un hotel a Shibuya. Ah, devo andare a letto. Ciao. A domani.

Impressione di "I love Tokyo" 46.(Il 19 maggio 2019)

>Ieri ho scritto il primo giorno del programma di La Pina. Oggi scrivo il secondo giorno del programma. La Pina ha organizzato di andare in giro per il quartiere di Shibuya. Partiamo con una bella passeggiata per raggiungere il meravigliosissimo santuario Meiji Jingu. A proposito dove facciamo la colazione? L'hotel oppure un bar? A che ora partiamo? Vi consiglio di alloggiare un hotel a Shibuya o Ebisu, perché queste 2 zone ci sono nel stesso quartiere, non è lontano da Yoyogi dove c'è il santuario Meiji Jingu. Secondo me voi vi svegliate alle 8 oppure 9, e se l'hotel vi offre la colazione, fate la colazione all'hotel, se l'hotel non ve la prepara, andate a cercare un bar aperto. Penso che i bar Starbucks, Dottor e Veloce si aprano, se non si aprono, cercate il bar Segafredo. Magari si apre alle 8 (il bar Segafredo a Shinjuku si apre alle 8, perciò anche a Shibuya e Ebisu si aprano, se non si aprono, dovete aspettare fino alle 10, ma magari si aprono). Il Segafredo si può prendere un cappuccino, cornetto e bomboloni. Se volete fare la colazione giapponese, dovete andare Yoshinoya, Sukiya oppure Matsuya dove si offre un gyudon che mettono cotto di fettine dalla salsa di soia sul riso bianco aperti 24 ore su 24. Qualche anni fa offrono la colazione giapponese, cioè una fetta di salmone arrosto, zuppa di miso e riso bianco, ma non so, adesso loro offrono la colazione giapponese o no. Comunque potete mangiare il gyudon. Ah, devo andare a letto. A domani. Ciao.

Impressione di "I love Tokyo" 45.(Il 18 maggio 2019)

Raccontiamo su Manga e anime. A tutti piaccino i manga e anime, ai giapponesi e agli italiani. La pina ha scritto:" Non pensate ai nostri fumetti, qui i manga sono un immenso universo letterario composto da un'infinita sfilza di sottocategorie". Forse ha ragione. Crescemmo leggendo i fumetti, e guardando i cartoni animati, però quando ero piccolo c'erano anche i cartoni animati stranieri. Per esempio : Calimero da Italia, Moomin da Finlandia, Vicke Viking da Svizia, L'ape Maia da Germania, Fables of the Green forest dagli Stati uniti, Wacky races dagli Stati uniti, ecc. Solo nostro paese ha sviluppato i suoi cartoni animati, perché non so. Comunque i cartoni animati di Go Nagai erano molto popolare. Anche voi li avete guardato, vero? I suoi cartoni animati erano per i bambini. Invece i suoi fumetti erano un po' erotici, non posso dire i suoi fumetti sono per bambini. Comunque i suoi cartoni animati erano quasi storie di robot gigante. Ecco, Jeeg Robot d'acciaio e Mazinger Z sono le sue opere. Ma preferisco Devil man. Quei cartoni animati mi sembrano non siano famosi in Italia, mi dispiace tanto. Alle ragazze italiane piace Lady Oscar, no? A mia madre piacciono quei fumetti. Quei fumetti sono shojo manga (i fumetti per le ragazze). Anche a me piacciono i fumetti per le ragazze e roma comme, ma non mi piacciono tanto i fumetti di sport kon, orrore, e per i ragazzi. Non ho mai sentito Boys love. Mi pare sia schifo. Quando frequentavo la scuola media, i miei amici sono andati spesso a Nakano Broadway, dato che la nostra scuola sedeva a Nakano( oggi la scuola è scomparsa), tuttavia sono andato a Nakano Broadway per fare i videogiochi. A me piacevano anche videogiochi. Non compravo i fumetti lì, perché quasi tutti erano di seconda mano (in quel tempo, eh!! Oggi non lo so). E poi noi compravamo spesso i modellini in plastica di Gundam. Ma quando frequentavo il liceo, ho smesso di andarci, ho preso una chitarra elettrica. Il boom di band è arrivato. I miei amici mi hanno lasciato, però questa è un'altra stria, un giorno ve la racconterò. Andiamo avanti. Print Club( Pri Clu). Mentre lavoravo in un istituto per disabili a Hiro dove vicino a Shibuya (anzi nel quartiere di Shibuya) come un cuoco, Pri Clu sono state popolari soprattutto tra le liceale (magari anche oggi sono popolari). Io non le ho mai fatto. La Pina ha scritto di BIC CAMERA e LABI, ma nel nostro quartiere (stavolta indica Shinjuku) c'è YODOBASHI CAMERA. Ho comprato questo PC a quel negozio delle grande catene. Anche qua troverete piani e piani di ogni gadget elettronico. Dalle macchine foto grafiche ai telefonini, dai computer agli elettrodomestici. Tutte le merci sono economiche. Gatcha Gatcha. Secondo La Pina :" L'unica cosa che è rimasta uguale dagli anni 80 (in realtà dalla fine degli anni 70) a oggi sono Gatcha Gacha (oggi si dice Gatcha Pon). Quando frequentavo la scuola elementare, i contenuti di Gatcha Gatcha erano le gomme di Ultra man. Poi sono cambiati le gomme di Kinniku man. E poi le gomme di Gundam. Insomma i contenuti erano solo le gomme, eppure i bambini le volevano. Anch'io le volevo e facevo Gatcha Gatcha. Oggi ci sono vari tipi di contenuti di Gatcha Gatcha. come La Pina scritto, ma ormai non faccio. Era un bel ricordo. Poi La pina ha spiegato qualche parola giapponese. Tutte sono giuste. Magari lei parla bene in giapponese. Alla fine ho letto la conclusione di La Pina. Però non ho capito, lei ha scritto :"Qui i bambini imparano ad andare a scuola da soli prestissimo. Vedrete un sacco di bambini e bambine andare in giro da soli". Quando frequentavo scuola elementare, sono andato a scuola con mio fratello, perché la mia famiglia abitava a Nakano (cioè oggi casa di mia madre), mio ex-padre, mio fratello e io dovevamo prendere la metro a stessa ora (a volte mio ex-padre ci ha portato alla scuola). Naturalmente il ritorno era da solo, siccome le mie lezioni e di mio fratello sono finite diverse ore. Tuttavia molti altri studenti sono andati da soli alla scuola( visto che tutti abitano vicino alla scuola, la nostra scuola siede a Shinjuku). E lei ha scritto :"Non c'è niente da temere, qui. Non c'è niente di cui avere paura". Mi dispiace. Prima si faceva così, ora no. Forse non sa, recentemente sono successi molti casi che gli anziani guidavano macchina e hanno sbagliato la guida, alla fine loro hanno investito i bambini, a volte diventano vittime, per questo ora la guida di anziani è una grande questione. Qualche anziano riporta la sua patente al comune. Ho finito di leggere la conclusione, però il libro continua. Lei vi ha proposto un programmino dettagliato per il vostro soggiorno a Tokyo. 7 giorni suddivisi in mattine pranzi, pomeriggi e cene. Il primo giorno. La mattina, secondo il programma visitate a Roppongi dove vicino a Hiro. In questa zona ci sono tante le ambasciate, di conseguenza qui ci sono tante stranieri, perché lavoravo qui vicino, perciò conosco un po' in questa zona. In questa zona c'è un supermercato si chiama National dove si vende i cibi esteri e l'ambasciata francese e tedesca siedono vicino qua. Magari i dipendenti di ambasciate vanno a fare la spesa. Vicino al supermercato c'è anche un parco si chiama il parco di Arisugawa. Torniamo discorso. Quando finite di andare un giro a Ropponghi, spostatevi e andate a una libreria Daikanyama Tsutaya books con la metro. La libreria ha un giardinetto per pranzare all'aperto. Secondo lei, delizioso. Io non ho visitato tanto in questa zona, perciò non posso commentare. Poi imboccate il lungo fiume a Nakameguro (meraviglioso quando ci sono i ciliegi in fiore sakura, ma se non visitaste in aprile, sarebbe inutile, perché non fioriscono i ciliegi). E proseguite dolcemente per Ebisu, regno degli hipster. Stasera mangiate il sushi così vi togliete lo sfizio e la curiosità di come lo si mangia in Giappone. Ma quando finite la cena, dove soggiornate? Ah, devo andare a letto. Buona notte. Ciao.

Impressione di "I love Tokyo" 44.(Il 17 maggio 2019)

Kiddyland a Omotesando e Toy Park a Ginza, ho sentito questi nomi, ma dettagliamente non li conosco. Io sono adulto, non vado ai negozi di giocattoli. Se avessi un figlio o una figlia, ci andrei. Itoya è una famosa cartoleria, ma quando compro penne e quaderni vado al Lawson store 100. Non voglio uscire dal mio quartiere, inoltre sono economici. Non faccio l'arte della calligrafia, Itoya non mi serve niente. Mandare biglietti che riportano l'animale dell'oroscopo cinese dell'anno a venire il capodanno è la nostra abitudine, però non ho amici e non conosco l'indirizzi dei colleghi, non li invio a nessuno. Ed oggi internet è diffuso, si può vedere i suoi amici e colleghi quando vogliono e ovunque, ecco si può usare skype oppure si può chattare ovunque, magari molti giapponesi (soprattutto giovani) non si scambiano i biglietti di auguri. Questa è la mia opinione personale, perciò è possibile che esistono le persone scambiarsi i bigliettini. Andiamo avanti. Io non conoscevo autrice Marie Kondo, tuttavia lei è famosissima. La sua fama è mondiale, anche in Italia. Il suo libro è bestseller (Non penso di leggere il suo libro). Lei ha scritto un bigliettino di auguri in giapponese a La Pina. è rarissima, veramente ha inviato il bigliettino. A proposito sul libro c'è il messaggio della versione italiana. Chi ha tradotto? Signora Kondo ha scritto anche l'italiano? Secondo Wikipedia lei abita negli Stati Uniti, per questo (forse) parli in inglese, ma parli in italiano? Lei si è esibita in Pinocchio, vero? Direttamente ha parlato con La Pina? Porca miseria! Beato lei. Io sono più grande di lei, ma non ho neanche un amico. Invece lei ha la fama e tanti lettori. Poi è comparso un conduttore televisivo e radiofonico Nicola Savino. Da anni coltivava un sogno: il Giappone. Anche lui l'ha visto nei cartoni animati, amato nei film, letto e riletto, immaginato come gli altri italiani. E alla fine la sua famiglia partono per Giappone. Come ha scritto a Tokyo, incredibilmente, non esiste microcriminalità. Infatti non c'è borseggiatore, tuttavia esiste crimine come in Italia. Ah, devo andare a letto. Buona notte. A domani.

Impressione di "I love Tokyo" 43.(Il 16 maggio 2019)

Anche oggi raccontiamo sui bonsai. Secondo il maestro Invernizzi :"I bonsai sono anche loro delle macchine del tempo. Sono piccoli e a volte sono piante giovani, ma devono sembrare vecchissimi e noi bonsaisti facciamo di tutto per invecchiarli il più velocemente possibile. Vecchio è bello quando si parla di alberi". Io non lo sapevo. Magari nella nostra generazione ci sono alcuni bonsaisti, perché ormai noi siamo anziani, siamo invecchiati, ma non sono un bonsaista, non penso vecchio sia bello. Lui si ostina sul tempo. Lui scritto anche :"Il bonsai è chiamato l'arte delle 4 dimensioni perché, alle 3 dimensioni della scultura, si aggiunge anche il tempo, e noi che li plasmiamo speriamo possano vivere sempre". Io non credo i bonsai siano le macchine del tempo e non credo il bonsai sia l'arte delle 4 dimensioni, mi dispiace. Se voi siete bonsaisti, perdonatemi. Comunque chiudiamo l'argomento dei bonsai. Cambiando discorso raccontiamo dei ninnoli e bamboline. Certamente nel nostro paese ci sono tantissimi ninnoli. A Roma non ci sono tanti ninnoli. Forse a noi piacciono i ninnoli. Ogni comparsa dei nuovi cartoni animati, i fabbricanti producono i nuovi ninnoli e bamboline dei personaggi dei cartoni animati. Penso Sanrio Puroland sia smile Disney Land. A proposito, mentre lavoravo all'istituto per i disabili come cuoco, ho accompagnato gli utenti a Sanrio Puroland, Disney Land e Disney Sea. A me piace il Luna Park. Quando sposo con un'italiana, e avrei un figlio o una figlia ci porterò alla mia famiglia. Ah, devo andare a letto. A domani. Ciao.

Impressione di "I love Tokyo" 42.(Il 15 maggio 2019)

Oggi raccontiamo su ninnoli. Secondo La Pina i bamolini e ninnoli sono forma moderna di omamori. Non immaginavo questa cosa. Certamente le liceali appendono ninnoni alla sua borsa. Non mi ero accorto di questa cosa. Mmm, i bonsai sono un po' dei ninnoli? Forse sì. A noi giapponesi piacciano modellini in prastica e miniatura. Anch'io quando ero piccolo, miniatura mi affascinava molto. La mia generazione componevamo i modellini delle truppe naziste, americane, inglesi, sovietiche e giapponesi oppure dei carri armati di vari paesi (purtroppo non esiste i modellini delle truppe italiane e dei carri armati italiani del seconda guerra mondiale) e componevamo la miniatura. E poi i modellini in plastica di Gundam (noi li chiamavamo Gunpla) sono compariti. Anche gli adulti erano assorto in quei modellini. Ogni volta di messo in vendita di quei modellini, tutti facevano la coda lunghissima ai grandi magazzini (il departo dei giocattoli si vendeva quelli) dalla mattina molto presto (io non facevo la coda). E quelli erano esauriti subito. Quasi tutti erano pazzi di quei modellini di Gundam. Loro chiamavano Pla kichi. Proprio letteralmente è pazzo di modelli in plastica. E dei veri Pla kichi componevano la miniatura. Ero uno studente di scuola elementare, era all'inizio degli anni 80. Tuttavia questo hobby è maschile. Non mi ricordo che cos'era hobby femminile. Torniamo il discorso. Io non penso i bonsai siano alberi in miniatura che mostrano ancora una volta quel tentativo dell'uomo di domare la natura e le paure che ne derivano. Secondo me i bonsai sono gli hobby di anziani, sono miniatura normale. Non mi interessano, non li farò quando diventerò un anziano. Però mi sembrano agli stranieri piacciano i bonsai. Per esempio Signor Marco Invernizzi. Lui è un maestro di bonsai. Lui ha scritto le frasi. Lui è venuto per la prima volta a Tokyo nel 1993. Quando è arrivato a Tokyo, per lui pareva il febbraio del 209(Anche lui è un po' esagerato). Io abito a Tokyo quasi per 45 anni, ma non credo Roma sia fuori moda. Andiamo avanti. Lui aveva segretamente una speranza. Quella era riuscire a conoscere il più grande Maestro di tutti i tempi (secondo lui, eh!!): Masahiko Kimura. Alla fine lui è diventato il Maestro di Signor Invernizzi. Ah, devo andare a letto!! A domani. Ciao.

Una cliente asiatica molto maleducata.(Il 14 maggio 2019)

Oggi Non scrivo la mia impressione del libro, visto che vorrei scrivere il mio accaduto odierno. Oggi ho fatto un cassiere, ho cominciato a lavorare e circa un'ora dopo, una cliente asiatica molto maleducata (esattamente non ho capito la sua nazionalità) è venuta alla mia cassa. Lei ha messo un biglietto da mille yen, le ho chiesto se avesse alcuni spicci, ma non mi ha risposto. Tante volte ho ripetuto, perché ho pensato che lei non abbia capito il giapponese. Alla fine lei se l'ha presa con me. Urlando mi ha detto :"Che rumoroso!! Stai zitto!!" in giapponese. Anch'io mi sono arrabbiato con lei. Io ho riscaldato il suo bento, e gliel'ho consegnato. Allora mi ha detto :"Muori!!". Maleducata e stupida. Vaffanculo!! Invece voi italiani siete bravissimi, parlate bene in giapponese. Io so che voi venite a negozio e parlate in giapponese, perciò io non capisco la vostra visita. Certamente dei clienti di razza bianca molto educati, inoltre sono molto eleganti. Credo che quella persona sia italiano, tuttavia non gli posso dare una voce, siccome io sono così timido. Vorrei darvi una voce in italiano. Perdonami. Non volete leggere questa cosa , no? Ora devo andare a letto. Buona notte. A domani.

Impressione di "I love Tokyo" 41.(Il 13 maggio 2019)

Conoscete Aggressive Retsuko? Io non la conoscevo. Come mai La Pina la conosce? Questi sono cartoni animati giapponesi, eh! Si può vederli su YouTube, ma non li guardo, dato che prima di tutto voglio vedere i dvd di Winx Club (comunque devo finire di leggere questo libro). Poi La Pina ha scritto del tempio scintoista. Lei ha ricercato bene anche Omamori, Scintoismo e Buddismo. Ah, si vende omamori solo nei santuari scintoisti, i templi buddisti non vendono omamori. La spiegazione di La Pina della differenza delle ideologie tra Scintoismo e Buddismo è giusta. Mio ex-padre lavorava in un famoso tempio scintoista (ora lui è andato in pensione), si chiama Yasukuni Jinja dove vicino all'istituto italiano di cultura a Tokyo. Tuttavia la mia famiglia è buddista. Io non capisco bene le ideologie di Scintoismo e di Buddista, ma conosco la storia di Scintoismo e Buddismo. Posso spiegarla un po'? Il Scintoismo è religione originale giapponese. Nel mondo di scintoismo esistono tanti dei come la mitologia romana. E la famiglia imperiale è i discendenti di dei come Romolo, per questo motivo quando la seconda guerra mondiale, il popolo giapponese credette che imperatore di Showa fosse un dio (oggi nessuno non pensa che l'imperatore giapponese sia dio). Invece Il Buddismo è religione estera (come cristianesimo), cioè era religione indiana (Oggi gli indiani non credono in Buddismo, loro sono indù). Il Buddismo fu trasmesso nel settimo secolo dalla Cina e dalla Corea (oggi la Cina non crede il Buddismo, perché quando rivoluzione cinese Mao vietò di credere religione, invece la Corea crede Cristianesimo, perciò il Buddismo è creduto dal Giappone e dei paesi dell'Asia Sud-Orientale). Quando fu trasmesso il Buddismo, i buddisti erano stati vittima di persecuzioni. I tempi buddista fu bruciati dal clan Mononobe. Invece principe Umayado e il clan Soga protessero il Buddismo. Alla fine il clan Mononobe e il clan Soga facessero una guerra (come Massenzio e Costantino). E il clan Soga vinse, il buddismo è promesso. Ah, devo andare a letto. Ciao. A domani.

Impressione di "I love Tokyo" 40. (Il 12 maggio 2019)

Prima di comincio a scrivere l'impressione, vorrei scrivere sulla festa della mamma. Anche la radio rai 2 parla di quella, quasi tutto il giorno. Naturalmente ho comprato un garofano (non è un mazzo, io sono povero) e 2 bento di anguilla. A mia nonna piaceva anguilla (Ho già scritto che lei già morì tanti anni fa) e anche a mia madre piace anguilla. Allora gliel'ho portata. Sapete quando la festa della mamma, noi giapponesi diamo il garofano alle mamme. Poi io e mia madre abbiamo mangiato anguilla. In generare noi giapponesi la mangiamo in estate, cioè è un cibo tipico estivo. Ci piace anguilla. Fortunatamente un ristorante delle grandi catene vende il bento di anguilla in questa stagione. Mia madre è contenta. Bene, La Pina ha scritto di trucchi e parrucchi. Come al solito non scrivo i dettagli, ma dubito che i prodotti cosmetici giapponesi siano più buono di quei italiani. Certamente quei italiani sono costosi, però per i giapponesi sono molto popolari. andiamo avanti. Successivamente comparisce Signora Valentina Ricci chi una conduttrice di "Pinocchio" su radio DEEJAY( Mi dispiace, questa trasmissione non ascolto. Ascolto solo radio RAI 2)Non lo so se la nostra tecnologia sia meravigliosa o no. Secondo me non hanno differenza tra la tecnologia giapponese e quella italiana, quando stavo a Roma, ho visto quella italiana. Per me era meravigliosa. Oggi non sviluppa? Non credo. E le strade di Tokyo non sono pulite. Oggi sono andato centro del nostro quartiere c'è un sacco di spazzatura sulla strada. Tutti pensano di non essere rimproverati se buttassero l'immondezza. Guardate una bella parte delle cose dei giapponesi, ma noi e voi siamo uguali, esistono buoni italiani e giapponesi ed anche esistono cattivi giapponesi e italiani. E la Signora Ricci ha scritto :" I ragazzi di Tokyo sono belli". Magari lei si è dimenticata di scrivere :"Come noi", se no, sono troppo triste, perché io amo le italiane e per me le italiane sono belle. Fidate in me. A volte sbaglio, ma non sbaglio apposta. Sinceramente voglio sposare con una italiana. Se io amassi le giapponesi, scriverei questo blog in giapponese. Voglio fare leggere alle italiane, di conseguenza lo scrivo in italiano. Io amo Italia come You love Tokyo, guys. E non odio la mia città, solo amo più Italia. Scusate, il mio italiano è così cattivo, per questo non avete capito, vero? Comunque grazie a lei per lodare la nostra città (, tuttavia mi sembra sia un po' esagerato). Poi è comparto Emi, marito di La Pina. Pare gli piaccia l'onsen, però lui e sua moglie devono cercare un onsen dove consente di entrare una persona chi ha tatuato, ecco loro hanno tatuato. He loves Tokyo too. Finalmente ho finito a leggere il capitolo 6. Seguentemente ho letto il capitolo 7. La Pina ha ricercato bene sul Giappone. Ha spiegato gli Yokai, ma noi giapponesi non abbiamo paura di disastro. Ah, devo andare a letto. Buona notte. A domani.

Impressione di "I love Tokyo" 39.(L'11 maggio 2019)

Oggi raccontiamo su washlet e tatuaggi. Sì, certamente a casa di mia madre c'è un washlet (invece a casa mia non c'è washlet), però secondo me questo è esagerato. Non abbiamo bisogno di fare così. In realtà mia madre ha detto :" Non uso queste funzioni(Il dettaglio delle funzioni di washlet leggetevi il libro)". Penso molti giapponesi non usino quelle funzioni. Mi sembrano siano assurdi. A parte questo c'è una correzione, ieri ho scritto il clima del Giappone è molto umido. In estate e nella stagione delle piogge sì, però il clima di altre stagioni non sono così (soprattutto il clima invernale, in inverno il clima è molto secco, perciò gli incendi succedono facilmente). Se ne parlate a qualcuno, perdonatemi, pure. Se qualcuno vi chiamasse bugiardo (oppure bugiarda), questa colpa mia. Comunque da giugno ad agosto il clima giapponese è molto umido(solo per 3 mesi, nuovamente scusami tanto!!). Andiamo avanti. il prossimo argomento è Sento. Il dettaglio leggetevi sul libro. Quado ero giovane, frequentavo il sento. Ero una macchia della mia vita. Ero (o sono?) stupido. Non voglio ricordare. In quel tempo sono uscito da casa di mia madre, e presi un appartamento in un quartiere a Tokyo, questo appartamento non aveva l'ofuro, di conseguenza dovetti andare a un sento. Quel luogo non era tanto pulito. Anzi era schifo. Vissi per 4 anni in quel quartiere, e mia madre mi ha permesso, per questo ho potuto traslocare questo appartamento, cioè sono tornato il mio quartiere. E recentemente molte case e molti appartamenti hanno l'ofuro, molti sento sono falliti. Cambiando discorso oggi mio fratello va a lavorare in quel quartiere. Io non voglio andarci più!! Parliamo su Onsen. Invece anche oggi gli onsen hanno molta domanda. Soprattutto dagli stranieri. Forse anche voi volete andare a immergervi in onsen, giusto? Anche a me piacciono gli onsen. Tuttavia come La Pina ha scritto :"Chi ha tatuaggi non può entrare". Non è assurdo. Noi giapponesi non piace il tatuaggio. I furyo e la yakuza hanno i tatuaggi. Neanche a me non piace il tatuaggio. Mi dispiace tanto che molti italiani avete tatuato. Come mai avete tatuato? Sono molto triste. La Pina ha spiegato gli animali dei tatuaggi. Io non sapevo il significato degli animali e una pianta, però non mi piacciono i tatuaggi. Se avete delle opinioni sul mio blog scrivete i commenti, vorrei migliorare il mio blog e il mio italiano. E non voglio scrivere le bugie. Mi raccomando!

Impressione di "I love Tokyo" 38.(Il 10 maggio 2019)

Anche oggi non avevo il tempo, ho letto solo una pagina. Vi posso scrivere poco. Non penso pulirsi occupi un posto di primaria importanza nella cultura giapponese. Certamente ogni giorno faccio la doccia e mi lavo ogni giorno, però quando stavo a Roma ogni giorno non facevo la doccia. Naturalmente proprietaria della casa non accettava che io facevo la doccia. C'è una differenza tra il Giappone e l'Italia, questa è di scaldabagno. Gli scaldabagno giapponesi sono istantanei, invece gli scaldabagno italiani hanno bisogno di tanto tempo per preparare l'acqua calda, per questo motivo non si può fare la doccia o il bagno quello che vuole. Se una persone volesse fare la doccia o il bagno in Italia, dovrebbe preparare l'acqua calda tanto tempo prima di fare. Ed io non faccio il bagno ogni giorno. Ogni settimana lo faccio. Se io fossi a Roma, non farei la doccia ogni giorno. Altri giapponesi non lo so. In fatti moglie di mio fratello (non voglio dire "Cognata", quella donna non è una donna di famiglia di Okawara. Io e mia madre non permettiamo che quella è una donna di famiglia di Okawara) fa il bagno ogni giorno. Invece mia madre non fa il bagno, a volte fa la doccia. Alla casa di mia madre ed a casa mia naturalmente c'è vasca da bagno, ma non facciamo tanto. Allora pensiamo così. Se foste a Tokyo, ogni giorno fareste la doccia o il bagno, perché c'è anche la questione climatica. Il clima del nostro paese è molto umido. Invece il clima del vostro paese è molto asciutto. Il nostro clima è molto sgradevole, non si può vivere senza doccia. Il vostro clima è molto comodo per me, non ho tanto bisogno di fare la doccia. Se l'ofuro è un rito che purifica il corpo (La Pina ha scritto così), anche in Italia c'è religione, si abbia il rito. Ecco, antichi romani andarono alle terme. Come mai non ebbero un rito che purifica il corpo? Io so anche che nelle case italiane c'è vasca da bagno. Secondo me questa è la questione di clima. Questa è la mia opinione personale. Se i vostri conoscenti giapponesi (forse amici o insegnati) mi chiamassero bugiardo, andrebbe bene. Tuttavia loro abitano tanto tempo in Italia. Invece io vive tanto tempo a Tokyo. Pensateci quale è vero. Oggi finiamo qui. La conversazione languisce. A domani. Ciao.

Impressione di "I love Tokyo" 37.(Il 9 maggio 2019)

Oggi srivo poco, perché non avevo il tempo. Ho letto solo una pagina. Come La Pina ha scritto, noi giapponesi togliamo le scarpe quando entriamo in casa e spesso in alcuni ristoranti si deve toglie le scarpe. Questa è nostra tradizione. Noi non indossiamo molto la mascherina. Certamente di recente delle persone chi la indossano aumenta, ma circa 15 anni fa non la indossano molta gente. Questa è colpa di pollinosi. Anche colpa di smog. L'aria di Tokyo è più sporca dell'aria di Roma. Non lo so l'aria di Italia settentrionale è sporca o no. La zona costiera di Tokyo è una zona industriale, perciò ci sono molte fabbriche di industria pesante. Queste fabbriche contaminano l'aria di Tokyo. Molti giovani mettono la mascherina per timidezza? Non è vero, loro adorano i "Furyo( ieri ve li ho spiegato)". I "Furyo" aspirano thinner (non so come si dice in italiano), e loro la indossano per nascondere il suo atto. I giovani imitano i "Furyo", cioè questa è una moda. A me non piace questa moda. A parte questo ieri e oggi una collega mi ha fatto sapere un dentifricio "Marvis", tuttavia non lo conoscevo. Allora mi sono informato su questo dentifricio su internet. L'ho trovato. Quel dentifricio è prodotto di Firenze (Naturalmente lo conoscete, vero?). Ed anche trovato 2 abitanti giapponesi in Italia. Uno abita a Milano dal 1996. Un'altra abita a Roma da 16 anni fa, lavorando all'istituto giapponese di cultura. Quella insegna il giapponese. Beati loro. Anch'io voglio vivere a Roma, voglio lavorare a Roma, voglio sposare con una italiana. Il mio cuore si è rotto. Cambiando discorso, oggi un candidato di Bangladesh (Aggettivo di Bangladesh che cos'è? Queta parola non è registrata nel mio dizionario!!) ha ricevuto un colloquio del nostro negozio. Secondo il proprietario del negozio, quel candidato parla 7 lingue. Parla lingua di Bangladesh, giapponese, italiano, francese, inglese, lingua di un paese africano (dove non so) e un'altra lingua. Se lui fosse assunto, potremmo parlare in italiano. Sì, certamente ho lavorato con i cuochi di Bangladesh a Roma (però il loro italiano era un po' superficiale, ah, anche il mio italiano è molto superficiale, perciò in quest'estate nuovamente vengo a impararlo a Roma).Ma, come mai voi gli italiani non venite a lavorare al nostro negozio? Lo stipendio è troppo poco, di conseguenza non venite? Oppure non vi piace convenience? Voglio lavorare con gli italiani!! Lavoriamoci con noi!! Stasera finiamo qui. Il mio argomento è finito. A domani. Ciao.

Impressione di "I love Tokyo" 36.(L'8 maggio 2019)

Ieri ho scritto una cosa spiacevole. Siete delusi? Sul libro La Pina ha scritto :"Le uniche oasi felice per i vostri residui sono le aree dei distributori di bibite o fuori dai convenience di cui vi ho già parlato. Lì se trovate i cestini, potete buttare quello che volete". Al mio appartamento c'è un distributore automatico, e vicino al distributore c'è anche un cestino è esclusivamente per lattine e bottigliette di plastica (La Pina è giusto, ma nel cestino del mio appartamento non si può buttare bottigliette di vetro). Tuttavia ci sono i maleducati chi buttano immondezza che si brucia, forse i giapponesi fanno questa cosa. Perché dico questa cosa? Perché quando ero giovane, nostra generazione buttava ovunque(anch'io buttavo qua e là), naturalmente in cestino specioso per lattine e bottigliette di plastica. Penso che oggi loro buttino così(oggi io non butto così). Perché noi differenziamo lattine e bottigliette da altra spazzatura? Perché noi le ricicliamo, però se qualcuno confondesse lattine e bottigliette con altra spazzatura, non potremmo riciclarle. Ero stupido, la mia generazione adorano i "Furyo(in kanji si scritto 不良)" che i ragazzi resistono contro la società. Magari loro adorano anche oggi. Io non mi piace Furyo". Loro sono minacciosi e a loro piace violenza. Tuttavia non mi opponevo a loro, ero veramente un scemo. Mi pento tanto. Per questo ho lasciato da loro. Ora di solito non faccio amicizia con la nostra generazione. Io sto spesso da solo. Andiamo avanti. Come La Pina ha scritto, noi dalla scuola elementare, abbiamo il dovere di pulire le proprie aule, i bagni della scuola e servire il cibo nelle ore dei pasti(si dice "Kyushoku" in giapponese). E La Pina ha scritto anche :"Vi prego: quando avete della spazzatura ficcatevela in tasca, in borsa, nello zaino o dove vi pare, ma portatevela dietro fino a quando non sarete in hotel o a casa. Non fatemi fare brutte figure". Grazie a La Pina. Io non fido in giapponesi, fido in italiani, perciò credo voi rispettiate la regola della raccolta differenziata dei rifiuti. Cambiando discorso, oggi mentre disponevo le merci sugli scaffali del negozio, una giapponese c'è entrata, ha buttato l'immondezza che si brucia senza comprare i merci ed è andata via. Era molto maleducata. Vi prego : se volete buttare qualcosa al convenience, comprate qualcosa, pure. Torniamo discorso. Poi La Pina ha spiegato i cestini di convenience con le sue illustrazioni, ma al nostro negozio non c'è il cestino di tutto il resto (polistirolo ecc.). Ci sono 2 cestini di immondezza che si brucia. Ah, devo andare a letto. Ciao. A domani.

Impressione di "I love Tokyo" 35.(Il 7 maggio 2019)

Oggi è il giorno della raccolta, ma di riciclaggio. Tuttavia qualcuno ha buttato l'immondezza di bruciatura. Si potrebbe pensare colpa di giapponese, però molti vicini pensano questo atto è colpa di stranieri. Comunque qualcuno pensa che colpa delgli abitanti del mio apppartamento, perciò quel vicino (o quella vicina) mette l'immondizza al mio appartamento. Questa è la verità. Secondo me i giapponesi non puliscono , solo costringono la responsabilità delle pulizie. Il mio appartamento offere un luogo per la raccolta di immondezza. Inoltre è costretto la responsabilità di immondezza dai vicini, che cosa facciamo? La mia nonna accettò di impostare il luogo per la raccolta di immondiza. Lei morì tanti anni fa. A parte questo io so che voi italiani siete molto bravi, capite bene il giapponese, per questo motivo vi preghiamo e vi consiglio di buttare immondezza con la molta attenzione. Se non mantenete la regola, gli abitanti sono tristi. Nel nostro paese non ci sono cassonetti, di conseguenza noi giapponesi buttano ovunque, qua e là. E fintiamo che non è colpa nostra. Questi siamo noi. Anzi l'Italia è più pulito del Giappone, perché ci sono cassonetti. Infatti ho visto Roma. Oggi ho letto che La Pina ha scritto sul libro che il Giappone è pulito, perciò ho scritto la verità. Devo andare a letto. Buona notte. Ciao.

Impressione di "I love Tokyo" 34.(Il 6 maggio 2019)

Ieri ho scritto dei "Maid café", ma devo chiedervi una scusa. Ho scritto :"Questo libro è scritto per le donne", però non è vero. Gli uomini vanno i Maid Café, questo significa che La Pina ha scritto questo libro anche per gli uomini. Leggetevi i dettagli dei Maid café sul libro. E se avete un'occasione di vedere i cartoni animati giapponesi "Kaicho ha Maid sama", capite facilmente che cos'è maid cafè. Magari si può trovarli su YouTube con sottotitolo in italiano. 10 anni fa una amica mi fece saperli. Questi cartoni animati trattano un maid café. Io non capisco perché molti Otaku ci vanno. Non m'interessa ragazze giapponesi. Se esiste un ristorante o un bar dove lavoravano solo le italiane, assolutamente ci frequento. Comunque nei cartoni animati le cameriere di maid café dicono molto " Bentornato a casa, padrone". Andiamo avanti. Poi sul libro ci sono delle frasi di una giapponese chi lavora in TV (magari italiana), si chiama Ayumi Nakayama. Lei scrive più bene di me. Penso lei parli più bene di me. Forse cominciò a lavorare più di 10 anni fa in Italia, beata lei, se avessi potuto rimanere a Roma, anche il mio italiano sarebbe migliorato più. Lei è una regista, 2 anni fa ha lavorato con La Pina. Non conosco bene di lei( Signora Nakayama ) neanche la sua età( forse è più giovane di me), perché in Giappone lei non è famosa( in Italia non lo so). Comunque ho finito di leggere il capitolo 5. Ah, devo andare a letto. Buona notte. A domani.

Impressione di "I love Tokyo" 33.(Il 5 maggio 2019)

Oggi scrivo un po' di geisha. Come La Pina ha scritto, le geisha sono rare, ma io non so le geisha di oggi sono impegnate a intrattenere i businessman cantando, suonando e ballando, o conversando di cose su cui non sono preparata. Perché ci sono 2 motivi. 1. Le geisha sono rare (La Pina ha già scritto). 2. Anche i businessman sono pochi, e mezze età hanno la loro famiglia, non potrebbero giocare con le geisha (gli anziani vanno in pensione), invece i giovani guadagnano poco, di conseguenza neanche loro non potrebbero giocare con le geisha. Allora chi gioca con le geisha? Forse i ricchi chi gestiscono la loro ditta giocano con le geisha. Questa è la mia ipotesi e opinione personale. Andiamo avanti. Io non sono mai andato a Tokyu Food Show e Matsuya, perché nel mio quartiere non ci sono entrambi 2, però sono andato gli altri reparto gastronomico dei grandi magazzini. Per esempio: Isetan, Mitsukoshi( oggi non c'è nel mio quartiere), Odakyu, Keio e Takashimaya(tutti i grandi magazzini ci sono nel mio quartiere). Come La Pina ha scritto :"Solitamente, nel piano sotterraneo dei grandi magazzini c'è quel reparto e questi sono dei fuoriclasse, naturalmente i cibi costano tanto, per questo motivo quando faccio la spesa, vado a Lawson store 100( cioè convenience store). In quel convenience quasi tutti i cibi costano 108 yen (come daiso, ma in Lawson store 100 c'è eccezione). Come mai non vado a fare la spesa al nostro negozio Seven Eleven? Perché il negozio è più costoso di quel Lawson store 100, non posso andarci a fare la spesa, il mio stipendio è poco. La Pina ha spiegato come si avvolge la roba con il Furoshiki. A parte questo nei vecchi fumetti e cartoni animati giapponesi comparisce che un tipico ladro giapponese chi porta addosso un grande furoshiki. Questo significa che il ladro giapponese avvolge la roba rubata nel furoshiki. Torniamo discorso. Il nostro paese confezionano troppo. Come La Pina ha scritto :"2 o 3 strani di carta, 2 o 3 tipi di sacchettini e, se piove , il sacchetto coprisacchetto in cellophane per non bagnare la carta". Però questo atto è inutile. Secondo me non è ecologico. Sprecano i risorse. Comunque cambiamo il discorso. La Pina ha presentato 4 parole giapponesi. tutte sono importanti. Parliamo delle divise. Non pensavo che sempre elegantissime e pulitissime anche che si tratta di operai che lavorano nei cantieri, poliziotti di varia natura, addetti alla sicurezza stradale, concierge, cameriere in Giappone. Secondo La Pina :"L'abbigliamento è il loro codice per comunicare chi sono, cosa fanno e con che grado di competenza". Le Maid. Ho scritto :"La Pina non ha scritto su Akihabara". Non è vero. Lei ha scritto su Akihabara. Anch'io sono timidissimo e un otaku (leggete la spiegazione di La Pina su otaku), ma non sono mai andato in un maid café. Tuttavia gli altri otaku ci vanno Akihabara. Ah, devo andare a letto. Vi racconterò il seguito. Ciao. A domani.

Impressone di "I love Tokyo" 32.(Il 4 maggio 2019)

Ieri ho scritto di me. Oggi il discorso torna sul libro. Secondo Signora Branzi( madre di La Pina), i colori dei Kimono sono completamente diversi da quegli occidentali. I cosplay hanno portato in strada a Harayuku i protagonisti dei manga in una gara ad aggiungere, strato su strato, accessori, pizzi, pellicce, ciondolini, fiocchi, sottogonne, calzini di pizzo e borsette, e poi ancora ciondoli ovunque si possano appendere. Ho copiato tanto dal libro, vorrei scrivere piuttosto le mie parole, ma le mie parole italiane sono così poche, perciò vorrei chiedere a scusarmi. Comunque Signora Branzi ha scritto la verità, e recentemente non sono andato a Harajuku, non so se i giovani fanno i cosplay. Almeno quando frequentavo a Harajuku c'erano i musicisti, però non ho mai visto una persona chi ha fatto il cosplay. Ho sentito che ad Akihabara c'erano molti cosplay, ma più di 10 anni fa, perché succedette un caso, in quel tempo faceva Hokoten(letteralmente il paradiso dei pedoni, secondo il mio dizionario significa isola pedonale, Hokoten è abbreviazione di hokousha tengoku), e un giorno un uomo prese un camion e investì nella gente, poi lui scese dal camion, tirò fuori un coltello e infilzò i pedoni. Qualche ragazza diventò vittima (cioè morirono alcune ragazze). Questo è il Giappone. Non c'è una differenza tra il vostro paese e il nostro paese. Alla fine è stata vietata l'isola pedonale da quel tempo ad Akihabara. Andiamo avanti. Signora Branzi ha scritto :"A fare ai cosplay da propellente i cartoni di Miyazaki( lui è famoso direttore dei cartoni animati giapponesi), le opere di Yayoi Kusama (purtroppo non la conosco) e di Yoshitomo Nara( mi dispiace, neanche non lo conosco). Forse è giusto. Ai giovani pacciono loro, i giovani imitino i personaggi dei loro cartoni animati. Comunque lei osserva gli abiti giapponesi. Lei ha scritto solo 2 pagine, ma lì c'è la verità degli abiti giapponesi, se vi interessa, leggete il libro, non vorrei copiare più. A parte questo La Pina ha scritto su shopping. Secondo lei, il nostro paese è un altro pianeta. Qua si compra tanto e si spende poco. Sì, certamente Uniqlo e GU sono economici, e Harajuku, Shimokitazawa e Koenji troverete il vintage, tuttavia quando ero giovane, facevo lo shopping a Isetan dove uno dei grandi magazzini di Shinjuku. Volevo acquistare gli abiti italiani, però sono carissimi per me, di conseguenza mi accontentavo di prodotto francese. Oggi il mio stipendio è un terzo di quel tempo, per questo compro i miei vestiti da Sakazen dove si compra gli abiti molto economici, ma non vi piacerebbero, perché non sono fighi (in giapponese si dice "Dasai", ricordatevi). Per quanto riguardano le taglie certamente noi siamo meno grandi di voi, per questo dovreste cercare le taglie giuste con fatica. Le scarpe. Riguardo alle scarpe noi usiamo centimetri. Invece voi usate un altro modo, vero? Io non capisco perché La Pina ha scritto taglia S, M e L, se usa questo modo taglia P, M e G, giusto? Comunque usiamo centimetri. Detto tra parentesi la mia taglia è 26,5. Scusate, non vi interessa, vero? Solo un esempio. E ho capito una cosa. La Pina ha scritto per le donne (ma scritto anche uomini, però poco), esempio ha scritto:" le giapponesi non hanno tette grosse" oppure "Ciabattano e arrancano sui tacchi ( usare tacchi alti sono le donne o i transgender)" e "le ragazze che indossano scarpe come fossero bambine che giocano con le scarpe della mamma sono sexy". Eppure voglio leggerlo, peché voglio sapere le italiane dove vanno a Tokyo, magari voglio conoscerle a Tokyo. La Pina ha scritto :" In tutti negozi accettano la cata di credito. Sì, esatto. Ma non sono tutti, i negozi privati piccoli non la accettano. La Pina ha scritto :" Cambiate i contanti nella vostra banca prima di partire in modo da non avere tassi troppo alti, ma nel caso dovreste rimpinguare il portafoglio vi do 2 dritti". E lei ha scritto sulla catena Seven Eleven. Anch'io lavoro in un Seven Eleven. Se aveste un problema, vorrei aiutarvi, ma voi parlate bene giapponese, non ha bisogno il mio aiuto, per questo non venite da me, vero? Sono triste. Comunque nel Seven Eleven c'è un bancomat e aperto 24 ore su 24, si può usare la carta di credito. è molto disponibile. Io so che solo una volta un cassiere di un supermercato mi ha fregato il resto a Roma, però questa cosa era colpa mia. Prima di partire a Roma, un mio amico italiano mi ha insegnato un proverbio :"Chi si fa pecora, il lupo lo mangia". Eppure io amo Italia. Vorrei dire una cosa, non esiste chi si offende di ricevere la mancia. Anche ai giapponesi piace la mancia, solo non abbiamo un'abitudine di dare e ricevere la mancia. Ho scritto :" La pina ha dimenticato di scrivere festival estivi, si vanno a vedere i fuochi d'artificio", ma non è vero. Lei non ha dimenticato. La spiegazione di Kimono è questa prova. Scrivo un po'. Secondo La Pina, Yukata si usa alle terme dopo il bagno o ai festival estivi. Sono d'accordo la sua opinione. Lei ha ragione anche questo argomento sulla tradizione. Tutti indossano kimono o yukata per le feste e in occasioni speciali. Vabbeh, chiudiamo argomento su Kimono e Yukata. Quelli che La Pina ha presentato, cioè Loft e Tokyu Hands sono le catene di negozi di Shibuya. Sì, certamente Tokyu Hands si trova anche nel Takashimaya di Shinjuku. Ma non c'è tanto quello che voglio, ah c'era uno. 10 anni fa vendeva un letto di magniflex, tuttavia prima di acquistarlo, è scomparso davanti a me. Daiso c'è vicino a casa di mia madre, come La Pina ha scritto, tutto a 100 yen. E Don Quijote. C'è sulla via Shokuan, si vende tanta roba. La spiegazione leggete il libro. Vorrei scrivere su "Yodobashi camera". Qui trovate elettrodomestici naturalmente economici. Ah, devo andare a letto. A domani. Ciao.

Impressoione di "I love Tokyo 31.(Il 3 maggio 2019)

Oggi i clienti del nostro negozio sono molto internazionali. Parlano giapponese, cinese, coreano, inglese e italiano. Quando una commessa ha finito il suo lavoro, naturalmente ha lasciato la cassa ed è andata via. Nella cassa rimanevamo solo io e un'altra commessa. Improvvisamente una cliente chi parla solo inglese mi ha chiesto un aiuto. Lei avrebbe voluto pagare qualche tassa. Ho parlato terribilissimo inglese con lei( comunque ho detto :"Do you want help?"). E ho dovuto lasciare dalla cassa. Allora nella cassa rimaneva solo una cassa. Mi sono preoccupato se tanti cliente venissero alla cassa. C'è poco da fare sono salito sulla scala con quella cliente, proprio quel momento la commessa chi ha finito il suo lavoro stava scendendo la scala per tornare, invece io dovevo pensare in inglese, perciò ero confuso, non la ho salutato, ero maleducato!! Comunque prima di noi, c'era un uomo al bancomat (nel nostro negozio c'è anche il bancomat). Non volevo perdere il tempo, sono sceso la scala e ho visto la cassa, ma fortunatamente c'era solo un cliente. Poi sono salito la scala e sono tornato dalla cliente. E ho visto lo schermo. Non c'era il pagamento. Oggi è il giorno festivo, perciò gli affari di bancomat sono solo ritiro e deposito. Le ho spiegato in inglese :"Today is Holiday, so you can not pay...". Peggio. Tuttavia lei ha capito il mio inglese, è uscita dal negozio. E dopo qualche minuto, un cliente straniero (era razza bianca) è venuta la mia cassa e lui ha voluto acquistare una bottiglia di succo (ho dimenticato di che succo). Gli ho detto il prezzo in inglese, allora lui mi ha chiesto :"Alcolico?". Io ho detto di no. E subito dopo gli ho chiesto" Italiano?". Che peggio!! Ho dovuto dire "Sei italiano?". Ho aggiunto di dire " Alcolico( ho dovuto aggiungere "Hai detto", forse ho detto se non lo detto ho affermato che quella bevanda è alcolico)". Lui ha detto di sì. E mi ha detto qualcosa, però ha parlato velocemente per me. Ogni sera ascolto la radio italiana, ma le DJ parlano più lento di lui. Insomma mi ha chiesto :"Capisci italiano?". Ho risposto :"Un po'". E lui mi ha chiesto :"Dove hai studiato?" Io ho risposto :"A Roma". Gli ho detto nuovamente il prezzo in italiano, tuttavia il mio cervello era confusione :"Quale è inglese e quale è italiano?". Lui mi ha pagato il contante. Ho detto :"Grazie a te". Magari lui è un turista. Poi alcuni muniti dopo, quella volta un cliente ha messo una maglietta azzurra con una marca di Italia, di conseguenza pensavo che lui fosse italiano, e ho detto :"150" in italiano, ma in realtà il prezzo costa 105, per queso ho detto di nuovo :"105. Scusa, ho sbagliato". Lui mi ha riso e mi ha detto :"I came from Italy". E mi ha pagato i soldi. E mi ha detto :"Arigato". Forse lui non è italiano. Ah, ieri quella ragazza chi ho scritto prima è venuta, ma oggi non è venuta. Vabbeh!! Oggi ho letto le frasi di madre di La Pina. Lei ha scritto su Kimono. Esattamente io non so che i giapponesi dormono sui futon o no. Io no, però vivo una stanza di tatami, perché lei ha scritto :"Il kimono ha fatto da raccordo tra il corpo di uomini e donne con i tatami e i tavolini bassi si alternavano nella giornata ai futon per andare a dormire". Boh!! Andiamo avanti. Io non sapevo il disastro della bomba atomica che Issey Miyake chi un famoso stilista giapponese ricorda con il suo lampo improvviso che distrugge. Ah, anche oggi devo andare aletto. Ciao. A domani.

Impressione di "I love Tokyo" 30.(Il 2 maggio 2019)

Ieri ho scritto sui giovani di Harajuku. Oggi scrivo sulle ragazze di Shibuya. Secondo La Pina :"A Shibuya le ragazzine sono in divisa scolastica e ci tengono a indossarla anche nel fine settimana, specie se frequentano scuole costose". Secondo me questo significa le ragazzine di Shibuya sono più ricche delle ragazze di Harajuku. Forse le ragazzine di Shibuya sono urbane. Invece le ragazzine di Harayuku sono provinciali. Ma, non mi importa. Loro sono troppo giovani per me. Comunque noi giapponesi interpretiamo la nostra parte nel film, cioè ognuno non ha personalità. Magari sì. Inoltre io non dico :" I giovani di oggi non hanno un rispetto agli adulti", perché quando ero giovane anch'io non avevo un rispetto agli adulti(anche oggi non ho il rispetto agli anziani, eh!!). Vorrei dire :"Se i giovani di oggi fossero maleducati, questo comportamento non sarebbe colpa loro, sarebbe colpa nostra!!". Noi adulti giapponesi eravamo maleducati, si può dire egoisti. Come bambino crescono? Forse crescono dei giovani egoistici e maleducati, questo è una tragedia. Almeno i miei conoscenti di musica erano egoistici e maleducati. Dovremmo riflettere su questa cosa. I giovani non hanno personalità, di conseguenza loro hanno imparato lo stile estreme dai loro genitori, non possono disobbedire ai genitori, noi pensavano che violenza è figa, anzi non lo pensavo solo io, per questo lasciavo da loro. Non lo so, anche in Italia è così o no. Comunque a me piace la cultura italiana. Andiamo avanti. Sul libro compare un conduttore e speaker radiofonico( magari di radio deejay) Diego Passoni. Anche lui crebbe a guardare i cartoni animati giapponesi. Mi sembrano che molti italiani crescessero a guardarli. Vi piacciono i cartoni animati giapponesi? Io sì, però quelli recenti non capisco bene, perché io non li guardo, io ascolto la radiofonica italiana (mi dispiace, non è radio deejay) e leggo il libro italiano. E a me piacciono i cartoni animati italiani, cioè "Winx Club"!! Tornando discorso, secondo Signor Passoni :"I cartoni animati giapponesi sono la lirica dell'eroe dagli occhioni pieni lacrime ma con dei raggi laser che tagliano le montagne usati per difendere i più deboli". Che nostalgia. Lui scritto anche :"Le case giapponesi sono 2 piani, tutti simili, con le porte- finestre di legno che scorrono, e con i letti-i futon- che si ripiegano nell'armadio". è troppo vecchio. Le case giapponesi di oggi sono dei appartamenti di 50-60 piani. Magari i giovani non usano i futon, usano un letto. Ormai non esistono le porte- finestre di legno. Lui fa troppo un favore al Giappone. Comunque grazie a lui. La scena seguente è Sugamo. Come La Pina ha scritto :" Il quartiere abitato e attrezzato per gli anziani. Un'intera zona della città dedicata a chi ha più di 70 anni". Esatto. Tutto giusto. Ma, non sapevo a Sugamo negozi di abbigliamento vendono biancheria intima rossa. La Pina non sa perché la biancheria rossa. Neanch'io non lo so. Non so spiegare. Scusatemi. Ah, devo andare a letto. Buona notte. A domani

Impressione di "I love tokyo" 29.(Il 1 maggio 2019)

Ieri ho scritto troppo di me. Voi non avete letto, vero. Tuttavia quella storia c'è un seguito. La ragazza chi ieri ho scritto, è venuta anche oggi al negozio con suo partner(non lo so se sia diverso o no). Era razza bianca. E lei non è un granché. Non è elegante, magari entrambi 2 non sono italiani. Mi sono svegliato. Ho sognato(in giapponese si dice così). Comunque torniamo sul libro. A La Pina e a suo marito piace sedervi fuori dalla fermata di Harayuku. Loro osservano bene giovani ragazze e ragazzi di provincia (insomma provinciali, no?) di Giappone. Nel week-end i giovani prendono il treno con il trolley, scendono alla Omotesando, vanno nei bagni della stazione, si cambiano, si truccano, lasciano le valigie con gli abiti ordinari o le divise scolastiche nei locker ed escono. Quando ero giovani, anch'io frequentavo a Harajuku per suonare la chitarra elettrica, siccome facevo punk rocker, All'inizio degli 90 quell'epoca si chiamava "Band Boom", tutti i giovani giapponesi suonavano gli strumenti musicali. E tutti suonavano sulla strada di Harajuku a ogni domenica. Alla metà degli anni 90, il "Band Boom" è finito. tutti hanno smesso la loro banda, e cominciarono un lavoro, però il tempo era troppo tradì. Anche il "Boom di Bubble" era finito, molti giovani sono diventati precariati. Andiamo avanti. La scena è cambiato a Shibuya. Le donne e gli uomini indossano abiti da ufficio (ma, penso che molta gente sia precaria). Ah, devo andare a letto. Ciao. A domani.

Impressione di "I love Tokyo" 28.(Il 30 aprile 2019)

Argomento odierno è abbigliamento. Secondo La Pina :"è davvero difficile trovare qualcuno vestito male". Non è vero, Ha esagerato troppo. Lei ascritto anche :"Se c'è, spesso tu". Esatto, forse quando mi trovate, voi pensate che io sia cinese. Infatti il nostro quartiere ci sono tanti cinesi e coreani. Inoltre oggi ho visto una donna chi ha una borsa di poste italiane dove io sono fallito di aprire un conto. Credo che lei parli benissimo l'italiano e abbia un conto di risparmio in poste italiane (comunque ho tentato di aprire un conto corrente postale, ma in realtà avrei voluto aprire il conto di risparmio. Ero molto stupido!!), ed sia sposata con un italiano (mi pare che lei non sia giovane, neanche anziana, proprio come me quarantenne o cinquantenne, ma non è vestita bene). Accidenti!! Però sempre oggi ho visto una donna molto elegante nel nostro negozio, lei parla un po' di giapponese e parla inglese fluente e veloce. Se lei fosse una italiana, mi innamorerei di lei. Purtroppo io non so parlare bene l'inglese. Comunque lei era razza bianca, non so se fosse americana o inglese. Forse è una viaggiatrice. Voglio incontrare un'italiana, tuttavia questa volta se io venissi a Roma, non potrei incontrare le italiane, perché questa volta vengo a Roma per studio, nella scuola ci sono tedesche, inglesi, giapponesi(non voglio incontrarmi con loro) e spagnole, ma naturalmente non frequentate a una scuola linguistica italiana per stranieri, vero? Vorrei andare almeno discoteca. Non vi piace? Quando il tempo libero, che cosa fate? Comunque quando venite a Shinjuku, fatemi sentire, pure!! Voglio conoscere gli italiani. Magari gli italiani vengono al nostro negozio, però voi non parlate l'italiano, parlate il giapponese, vero? Per questo non capisco chi è italiana e chi è una donna di altra nazionalità. Ah, anche oggi devo andare a letto. Buona notte. A domani.

Impressione di "I love Tokyo" 27.(Il 29 aprile 2019)

Ieri ho scritto troppo di me. Oggi scrivo sul libro. Comunque La Pina è venuta in Giappone dagli anni 80. E il suo sogno è passare stabilmente una parte dell'anno in Giappone, e con suo marito stanno lavorando per realizzare quel sogno. Lei vorrebbe riuscire a fare la cameriera di giorno e la radio di sera. Fare la radio, la sa già fare. Intanto loro stanno studiando il giapponese. Secondo La Pina :"Ci sono 3 sistemi di scrittura che coesistono. Uno è lo hiragana, è fonetico e serve a scrivere le parole giapponesi. L'altro è il katakana che sempre fonetico e serve a scrivere le parole importante dalle lingue occidentali. Il terzo sono kanji, dove a ogni singolo ideogramma corrispondono uno o più significati". Brava La Pina. studia bene, forse parla bene il giapponese. Tutti sono corretti. E lei ha presentato suo padre. L'architetto Andrea Branzi. Lui ha raccontato sui suoi viaggi con la sua famiglia. Secondo lui :" La prima volta che andai a Tokyo all'inizio degli anni 70 per promuovere il tessile italiano per la casa all'Imperial Hotel, soffrii sia di stitichezza che di un devastante jet lag, tanto che al teatro kabuki mi prese un colpo di sonno improvviso con annessa russata che fu sentita da tutto pubblico". Ma dopo le sue prime esperienze mi pare che stessero benissimo. Loro andavano a cena nei migliori ristoranti con i coniugi Isozachi, o con Shiro Kuramata, o con Toyo Ito (purtroppo nessuno non conosco). Comunque mi sembra gli diventasse a piacere il Giappone. E dopo lui ha spiegato sulla costruzione giapponese. Lui è troppo serio. Non ha scherzato. Se questa è La Pina spiegherà scherzando, magari è molto interessante. Ah, aggiungo un po'. Il parazzo dell'Imperatore è ex castello di Edo (siete già conosciuti, vero?), cioè prima di abitare la famiglia imperiale, abitò la famiglia di Tokugawa, il Shogun di Edo. Nel 1868 l'Imperatore Meiji ci ha traslocato da Kyoto, e cominciò il Giappone moderno, l'epoca di Meiji iniziò, Edo diventò città capitale "Tokyo". Invece la vostra Italia, Roma diventò città capitale del regno d'Italia nel 1870 (prima di Roma, la città capitale era Torino e Firenze), giusto? Il Giappone moderno e l'Italia moderna sono molto simili. Andiamo avanti. "I grandi templi shintoisti sono smontabili" è esagerato. Noi non abbiamo quella tecnica. Ossi finiamo qui, perché non ho ancora letto il seguito. Comunque le frasi di signor Branzi erano molto difficili per me. A domani, Ciao!!

Impressione di "I love Tokyo" 26.(Il 28 aprile 2019)

Ricordate ieri che cosa ho scritto? Ho scritto su Signor Bonini e i vini giapponesi. Oggi passiamo al cibo, ma noi non mangiamo sempre. Facciamo la colazione , pranziamo e ceniamo, però non facciamo la merenda e lo spuntino. Solo che noi facciamo tanta colazione. Ecco noi mangiamo riso bianco, zuppa di miso e pesce o uova al primo pasto del giorno. Non è solo cornetto e cappuccino. Poi per il pranzo noi mangiamo vari tipi di piatti. Non è solo panino e caffè. Noi mangiamo la cucina giapponese, cinese e occidentale. Tuttavia per la cena noi scegliamo il primo piatto oppure il secondo piatto. Non mangiamo solo 1 piatto, questo significa quando sceglie gli spaghetti (noi si chiama pasta), non mangia carne o pesce, però ogni pasto si mangia riso bianco (tuttavia negli ultimi anni si mangia anche pane, recentemente la nostra cultura su cibi è cambiata). Signor Bonini ha scritto :" Non mangiate troppo nei pasti principali". Sì, i giovani di oggi mangiano tanto, forse mangiano più di me. Loro mangiano tanti piatti bevendo alcolico, per questo i ristoranti preparano molti cibi buoni, assaggiateveli. Comunque Signor Bonini conosci la nostra cultura su cibi. Lui ha scritto :" I giapponesi apprezzano la consistenza di una pietanza, hanno una ricchissima terminologia onomatopeica per definirlo(io no)". è vero. Infatti il corso di italiano su radiofonia del NHK precedente ha tratta le onomatopee di consistenza. Andiamo avanti. Come Signor Bonini ha scritto, noi giapponesi mescoliamo tutto, e alla fine noi cuciniamo le caccole del gorilla e budino rosa a forma di tette(entrambi 2 non ho mai assaggiato). Che schifo, vero? Qualche volta vorrei scappare a Roma. La chiusura su cibi è troppo male? Perdonatemi. L'introduzione del capitolo 5 è su La Pina. Non scrivo il dettaglio, comunque lei è giustissima. Era un Giappone molto diverso (negli anni 80) da quello di adesso. Il Giappone era un boom, tutti erano impiegati in uno sforzo economico senza pari. Lei è venuta per il lavoro di suo padre. Invece io non avevo neanche una relazione con gli italiani. Solo che il nostro quartiere avesse una relazione con il festival di San Remo, ho sentito così. A quel tempo (negli anni 70) il nostro quartiere organizzava un festival musicale, e si scambiavano la musica, tuttavia non c'è una prova. Vorrei dire "Il mio quartiere scambiava la musica con San Remo, però non c'è la prova!! Comunque negli anni 60 e 70 la musica italiana era molto popolare, però negli anni 80 non sentivo quella musica. Invece la musica americana e quella britannica era popolare. Eppure cercavo la musica degli altri paesi europei (soprattutto la musica tedesca, per esempio, Alphaville, Nena e Halloween). Verso l'inizio degli anni 90 sentivo il flamenco e la musica francese (cioè Ye Ye). E suonavo la chitarra elettrica componendo qualche brano. Ma nel 1996 improvvisamente ho incontrato la musica italiana, ho smesso di suonare la chitarra e di comporre i brani. La musica italiana è pazzesca!! Penso le mie opere (naturalmente non sono liriche) siano molto assordi. Ah, anche oggi devo andare a letto. A domani. Ciao.

Impressione di "I love Tokyo 25.(Il 27 aprile 2019)

Oggi ho finito di leggere il capitolo 4. Ieri (oppure un'alro ieri) ho scritto che La Pina ha dimenticato di presentare i vini giapponesi, ma non è vero!! Lei non ha dimenticato di presentarli, in effetti, il suo conoscente Federico Bonini chi product general manager di un distributore di vini e alimentari italiani ha scritto su vino giapponese. Secondo lui :" Anche i giapponesi producono vino, con forzi da martire e marchingegni incredibili (il Giappone in generale non è molto adatto alla produzione di vino), ma con risultati a volte degni di nota a livello internazionale. Grazie a Signor Bonini, però un po' esagerato. La qualità di nostro vino è non è alta, perché il notro vino non è famoso nel mondo. Invece il vostro vino è più famoso di quel nostro. Per esempio, I chianti è molto famoso, ecco io non bevo , eppure io so questo nome (ma, ho lavorato in un ristorante italiano in Giappone, ho fatto un cameriere). Riferiamo un po' di Signor Bonini. Lui è un amante del Giappone. è di Brescia. Vive e lavora in Giappone da più di 10 anni (cioè quando sono venuto a Roma per la prima volta, lui ha iniziato a lavorare in Giappone, tuttavia sono rimasto solo 2 anni a Roma, invece lui lavora ancora in Giappone, beato lui). Come tutti gli amanti del Giappone, anche lui ha avuto un'infanzia costellata di anime, fumetti e videogiochi giapponesi. E lui è laureato alla Ca' Foscari di Venezia (questo nome io conosco, una famosa università, però naturalmente la conoscete, vero?). Alla fine lui è venuto a lavorare in Giappone ed oggi è diventato il product general manager di una ditta italiana in Giappone. Vorrei continuare a scrivere il articolo, però ora devo andare il letto, scusatemi. Ciao. A domani.

Impressione di "I love Tokyo" 24.(Il 26 aprile 2019)

Oggi finalmente ho letto la metà del libro. Questo libro ha tanti immagini, per questo motivo non potrebbe dire ver libro. Ma non ho mai letto un libro che ha più di 100 pagine. Io ho letto "La seta" e "Novecento", insomma mi piace le opere di Alessandro Baricco. Comunque cominciamo la mia impressione del libro. La Pina ha spiegato dei "Wagashi" (i dolci giapponesi), ma in realtà i "Wagashi" non sono solo sapori dolci, esistono anche sapori salati. Certamente dango, dorayaki e taiyaki sono dolci, però mochi è dolce e salato, perché noi lo mangiamo con lo zucchero e salsa di soia. La spiegazione di La Pina non è sbagliata, ma noi si fa anche così. E lei ha dimenticato di presentare di "Sembei". Forse questo non è dolce, quindi lo spiego io. "Sembei" assomiglia molto "Mochi", perché tutti i 2 fatti da riso. E 2 sono cotti alla griglia. Tuttavia dentro di "Mochi" è morbido e soffice (però la sua superficie è croccante). Invece i "Sembei" sono i cracker di riso. Mentre cuoce i "Sembei", lo mette alla salsa di soia. A noi piace salsa di soia, di conseguenza usiamo molti cibi. Dolci occidentali (si dice "You Gashi" in giapponese. Gashi=Kashi. Kashi sgnifica dolce e You significa Oceano. Ufficialmente si dice Sei You. Sei significa Ovest, e Sei You indica occidentale, quindi si direbbe ufficialmente "Sei You Kashi", ma noi diciamo "You Gashi". In Kanji è "洋菓子”. Invece Wa significa giapponese, e kashi, per questo "Wa Gashi" significa dolce giapponese. In kanji è "和菓子”. Andiamo avanti. Poi La Pina ha spiegato department ( i grandi magazzini). Anche a Roma c'è Mitsukoshi, ma Mitsukoshi a Roma si vende solo souvenir per i giapponesi. Il mio quartiere Shinjuku ci sono 4 grandi magazzini. Sì, come la spiegazione di La Pina, al piano interrato dei tutti i grandi magazzini c'è il settore dedicato al cibo (questo si chiama Shokuhin Uriba" in giapponese). E La Pina ha scritto :" I cioccolatini più buoni del mondo", però penso questi siano prodotti italiani, siccome i cioccolatini italiani sono più famosi del mondo. A me piace "Baci". Qualche ignorante dice:" I cioccolati svizzeri sono i più buoni del mondo. Non è vero. La Gianduia è più buona dei cioccolati svizzeri. Per me i prodotti italiani sono il più buono del mondo. Ah, devo andare il letto. A domani. Ciao.

Impressione di "I love Tokyo" 23.(Il 25 aprile 2019)

Anche oggi scrivo delle cose di bevande. La Pina non ha scritto di vino giapponese. Naturalmente in Giappone si produce uva e dei vini. Soprattutto in provincia di Yamanashi. Forse La Pina li ha assaggiato, però i vini italiani sono più buoni di quei giapponesi. Anche al mio fratello piacciono i vini francesi. La tendenza di giapponesi è preferire quei francesi. Naturalmente si preferisce anche i vini italiani in Giappone. Purtroppo quei giapponesi non sono preferiti tanto dal loro popolo. Whiskey. Io non bevo alcolico, perciò non capisco il sapore di alcol. Magari La Pina è giusta. Yamazaki è il più famoso dei whiskey giapponesi. E ci piace l'Highball. Io non sapevo che in Italia esista Umeshu. Quando stavo a Roma, bevevo acqua minerale e cappuccino, ah, ah, ah. Poi La Pina ha presentato dei cocktal giapponesi. Se bevete alcolico, assaggiateveli. Inoltre La Pina ha presentato i tè giapponesi. Solo lei non ha scritto un tè. Questo si chiama "Gemmaicha". Io non so "gammai" come si dice in italiano. Comunque "gemmai" è una specie di riso, per questo "gemmaicha" è un tè di riso. A me piace questo. Noi non fanno tanto una cerimonia del tè. Questa è un hobby. I giovanni non so, ma i miei coetanei non la fanno quasi nulla. Solo una volta quando frequentavo alla scuola media, sono andato a Kyoto per la gita scolastica, e ho partecipato una cerimonia del tè in un tempio buddista. Non era molto buono. Era amaro. Poi La Pina scritto delle bevande giapponesi. Tutte sono buonissime, tuttavia sono dolci per me. Se vi piacciono le bevande dolci, assaggiatevele. Io bevo l'acqua e caffè. Stasera finiamo qui, perché non ho ancora finito di leggere il libro. Domani leggerò e scriverò l'impressione del libro. Perdonami. Ciao. A domani.

Impressione di "I love Tokyo" 22.(Il 24 aprile 2019)

Io non mi accorgevo che a Roma i ristoranti non hanno le riproduzioni in plastica dei piatti. Da quando ero piccolo (ovviamente più prima) c'erano le riproduzioni, perciò quelle sono abituate tra me. Secondo La Pina oggi esistono i menu tradotti in inglese (questo è normale, perché questo tipo dei menu esiste a Roma, quando andavo in un ristorante italiano, i camerieri mi hanno portato i menu in inglese. Mi dispiace, io non capisco più inglese che italiano). Altre volte ancora sul tavolo troverete un piccolo tablet, ordinerete semplicemente cliccando la foto come se foste online (non lo sapevo, la tecnologia si è sviluppata!!)". La Pina ha scritto:" Appena arrivati vi daranno un asciugamanino caldo della temperatura del magma terrestre (si dice "Oshibori" in giapponese). Lavatevi le mani (questo è vero), quello è il vostro tovagliolo (questo è falso. Quando ero piccolo, nei ristoranti occidentali si preparavano il tovagliolo da carta e noi lo usavamo, però non si è diffuso, oggi non preparano il tovagliolo)". E La Pina ha riferito il bento. Leggetevi il dettaglio sul libro. Io solo aggiungo che i bento non sono solo al giapponese, esistono anche al cinese e all'occidentale. Quando venite a Tokyo, visitatevi a un convenience, potete troverete il bento di hamburg (non è hamburger, noi mangiamo solo carne con riso, non mettiamo la carne nel pane), il bento di polpettine (si dice "Niku Dango" in giapponese, e a volte esiste al cinese) , il bento di Shumai (questo è al cinese, io non so come si dice italiano). Questi sono solo una parte, ci sono 100 tipi di bento a Tokyo. La Pina vi ha insegnato qualche espressione utile nel ristorante, ma vorrei correggere un po'. "Beer kudasai" è vero, ma "Okaikei kudasai" è un po' diverso (però anche il mio italiano è peggio). "Okaikei onegai shimasu" noi diciamo così. "Itadakimasu" e "Goci sosama deshita" sono corretti. Anche "Oishj" è giusto. Ho una domanda. Le italiane bevono alcolico? Io non bevo alcolico, perciò io non capisco birra e sake. Eppure La Pina ha spiegato il sake e la birra giapponese. Sì, certo che nei convenience store si può comprare alcol. E prima di partire a Roma per la prima volta, facevo un cameriere in un ristorante italiano, per questo motivo ho versato la birra alla spina (nama beer) nei bicchieri. Tuttavia non facevo un cappuccino, perché non ero un barista. Scusate, ma cambiando discorso ho aperto una bottiglia di vino con i cavatappi e l'ho versato nei bicchieri. Ho fatto un caffellatte (esiste in Giappone e oggi è molto popolare, esiste anche versione fredda, a me non piace il caffellatte). Tornando discorso La Pina ha spiegato anche lo shochu. Leggetevi i dettagli sul libro. Però scrivo un po'. Non sapevo che un posto per degustare shochu e sake c'è a Shinjuku 3 chome. Ah, La Pina ha sbagliato in kanji. Lei ha scritto "Sake e Shochu" in Kanji, ”酒と日本酒 ”, ma "酒と焼酎" è corretto. Perdonami, io sono severo della lingua giapponese. Ma La Pina conosce veramente bene su di Giappone. Vorrei diventare di essere come lei su Italia. Ah, devo andare a letto. Buona notte. A domani.

Impressione di "I love Tokyo" 21.(Il 23 aprile 2019)

Ieri vi ho scritto su Yakitori( gli spiedini alla griglia di pollo), e oggi i clienti del nostro negozio li hanno comprato, quasi sono esauriti. Sono stanco, però vorrei scrivere questo blog. Allora cominciamo. La Pina ha scritto su Takoyaki. Questo tipo di piatto si mangia quando la festa tradizionale le bancarelle aprano e si può comprarli e mangiarli, perciò vi consiglio di venire una festa tradizionale giapponese. Quando stavo a Roma, in estate a Lungo Tevere ho visto una festa come a Tokyo. Ci sono delle bancarelle. Della granita, dello zucchero filato, del pop corn, eccetera. Uguale, solo a Tokyo esistono le bancarelle del Takoyaki, del Okonomiyaki, del Yakutori. Proprio vicino a Golden gai c'è un tempio scintoista, si chiama "Hanazono Jinja". E in novembre lì facciamo una grande festa tradizionale, si chiama "Tori no Ichi". Quando ero piccolo, era un piacere per me. Comunque venitevi, se vi piace delle cose su di Giappone. E poi La Pina Ha Scritto :"Vorrei tantissimo darvi nomi di posti e relativi indirizzi con mappa, ma il fatto che è che a Tokyo tutto cambia continuamente. Da una volta all'altra difficilmente ritrovi gli stessi posti". è vero. è difficile una persona apra un ristorante o un supermercato a Tokyo. Ho visto tanti negozi falliti. Fortunatamente il nostro negozio rimane, ma d'intorno al negozio ci sono tanti supermercato e Convenience. Oggi finiamo qui, perché sono stanco. Mi scoppia la testa. Perdonatevi. A domani. Ciao.

Impressione di "I love Tokyo" 20.(Il 22 aprile 2019)

Oggi ho letto la centesima pagina, ma cominciamo da argomento del seguito. Okonomiyaki. Non mi sono accorto che in tanti ristoranti in Giappone, chi mangia si cucina il cibo al proprio tavolo. Quando ero giovane, andavamo ai ristoranti cinesi o ai ristoranti italiani, solo una volta sono andato a un Okonomiyaki-Ya dove si può mangiare Okonomiyaki con una conoscente circe 10 anni fa. Non mi ricordo cosa abbiamo ordinato, comunque un cameriere ha portato un kit di ingredienti, e lei ha cucinato. Monjayaki. Secondo La Pina questo cibo si mangia su un'isola della città artificiale che si chiama Tukishima. Anche questo piatto ho mangiato solo una volta. Quando ho fatto un lavapiatti in un ristorante al Museo Nazionale ad Ueno, ho preso una barca (si dice "Yakatabune" in giapponese) con i colleghi del ristorante circa 5 anni fa, e abbiamo cucinato e mangiato questo piatto, e ho saputo che questo piatto è di Tokyo. Come La Pina ha scritto, questo piatto tipico si cucina direttamente al tavolo su una piastra. Shabu Shabu. Veramente non mi ricordo di prendere questo piatto, o no, però certamente questo è famoso all'estero. Leggetevi il dettaglio sul libro. Io non lo conosco bene. SOBA, UDON E RAMEN. Penso che Ramen sia la cucina cinese (ma, in realtà questi tagliolini siano la cucina giapponese moderna, forse). Ed esistono anche Hoto( in provincia di Yamanashi), Sanuki Udon (in provincia di Kagawa), ecc. Insomma come in Italia anche in Giappone ci sono varia pasta locale. Naturalmente la loro larghezza è varia. Per esempio:" i Sanuki Udon sono come fettocine, e i Somen sono come capellini o vermicelli, ecc. Comunque a noi giapponesi piace la pasta, però non vorrei assaggiare gli spaghetti freddi italiani. Noi sbagliamo della pasta giapponese (ecco noi mangiamo soba, udon , somen e ramen freddi, perciò). Yakitori. Collezione: non mangiamo tutto di pollo, per questo non mangiamo culo e creste. Ed oggi al convenience si può acquistare gli spiedini alla griglia di pollo. si può prenderli anche ai ristoranti giapponesi in Italia. Ah, devo andare a letto. Buona notte, Ciao!!

Impressione di "I love Tokyo" 19.(Il 21 aprile 2019)

Auguri buona Pasqua!! Oggi sono andato alla chiesa di Sant'Ignazio dove si trova a Yotsuya (anche questa zona è nel mio quartiere Shinjuku) vicino all'Università di Joci, però non ci sono entrato, perché non sono un cattolico. ecco le foto. Quando ci sono arrivato, ho visto una vespa (non è un insetto, è un motorino!!) ed è attaccato un adesivo d'Italia, inoltre la targa era da straniera. Questo significa gli italiani ci sono andati, loro vivono a Tokyo. Infatti in questi giorni tante volte ho sentito italiano nel nostro quartiere, però sono così timido, non ho potuto dare una voce a loro. E non sono laureato, invece penso che loro sono laureati. Certamente sono ignorante. Forse loro vogliono conoscere i laureati giapponesi. Ma che cos'è laurea!? é superiore? Grande? Bravo? Mio fratello è laureato, tuttavia lui è sposato con una terribilissima donna giapponese. Non è banale, anzi è pazzesco!! Non voglio chiamare "cognata". Anche mia madre la odia. Tornando discorso, la vita di mio fratello mi pare sia molto assorda. Lui non è impiegato, perciò lui non riceve tredicesima mensilità (neanch'io, cioè non hanno differenza tra i laureati e i diplomati). Solo ho voglia di fare un'amicizia con gli italiani, però non mi vedete, come mai? Bene, andiamo avanti. Oggi ho letto 10 pagine del libro. Capitolo è 4. La Pina ha scritto :"La cucina giapponese è super varia e molto diversa da quello che siamo abituati a vedere sui menu dei ristoranti giapponesi in Italia". è vero. La Pina è giusta. Per esempio, quando stavo a Roma, ho lavorato un ristorante giapponese che si chiama "Sushisen" dove si trova vicino a Piramide per 1 anno. Voi lo conoscete, vero? Dato che quel ristorante è molto famoso. Tuttavia il menu di quello molto diverso di quel giapponese. Nel menu di Sushisen c'è "sweet harumaki" (L'involtino dolce), però in realtà L'involtino primavera è la cucina cinese. Anche sul menu di quel ristorante c'è "Tiramisù Maccha", ma il Tiramisù è la cucina italiana, (però certamente il tiramisù è molto popolare in Giappone). E il modo di cuocere è diverso. Per esempio Yakitori (gli spiedini alla griglia di pollo), ma in realtà li cuoce nella padella. Scusatemi tanto, non mi ricordo bene il menu di quel ristorante, però comunque la cucina giapponese in Italia è molto diversa di quella in Giappone. Micro ristorantini. Nuovamente perdonatemi tanto, Golden Gai è vicino del palazzo di mia madre, tuttavia mia famiglia non ci sono mai andata a prendere qualcosa da bere o mangiare, di conseguenza non so questo tipo di ristorantini come sarà. Neanche non sono mai andato a Maid Cafè e temporary restaurant, non capisco nulla. Izakaya. Quando ero giovane, io ho fondato una banda di punk rock (suonavo la chitarra elettrica) e spesso io, i membri della banda e clienti andavamo a prendere qualcosa da bere e mangiare a questo tipo di ristorante. Tuttavia non ho mai preso il sushi a Izakaya. E La Pina non ha presentano i Family restaurant (magari li ha dimenticato), per questo motivo, li spiego io. Secondo il mio ricordo verso la fine degli anni 70 i Skylark si sono aperti, perciò quando ero piccolo i miei mi hanno portato al ristorante. In quel tempo questo tipo di ristorante non c'era tanto, soprattutto in centro di Tokyo non c'era ancora, c'era nella zona in periferia (Oggi le centinaia di ristorante ci sono in centro di Tokyo e ristoranti non solo Skylark ci sono anche Denies, Johnathan, ecc. E Skylark è diventato Gust). Questo tipo di ristorante costa econmico, è comodo, i cibi sono buoni, eccetera. Inoltre si aprono 24 ore su 24, di conseguenza sono popolare anche oggi. Ah, devo andare a letto!! Buona notte.

Impressione di "I love Tokyo" 18.(Il 20 aprile 2019)

Finalmente domani è Pasqua!! Natale con chi tuoi, Pasqua con chi vuoi!! Però non ho ancora trovato una italiana giusta per me, non c'è niente da fare, penso di andare una chiesa da solo. Non sono un cattolico, ma vorrei andarci a Pasqua. Allora cominciamo a scrivere la mia impressione del libro. La Pina ha scritto :" Le vie a Tokyo non hanno un nome". Sì, tante vie non hanno il loro nome, ma non sono tutte, qualche vie ha il suo nome. Principalmente le piccole vie non lo hanno, cioè molte grandi vie lo hanno. Tuttavia il problema non è quello, vero? Il nostro indirizzo non è come vostro. Sì, noi non usiamo il nome della via all'indirizzo, per questo motivo per voi l'indirizzo giapponese è complicato, vero? Il suggerimento c'è nel libro di La Pina, ma copio ancora un po'. Lei ha scritto :" I palazzi hanno un nome e a volte hanno anche un cognome". Sì, molti palazzi (anzi quasi tutti) hanno il loro nome, e qualche volta quello è il cognome di proprietario( i palazzi non hanno cognome). Per esempio il palazzo di mia madre si chiama "Okawara building", se per caso avete un occasione di andare in centro di Shinjuku, cercatevelo (naturalmente lo è scritto in Kanji). Andiamo avanti. Il problema seguente è la numerazione dei piani. Quello ha spiegato La Pina nel libro. Io non lo tocco. Solo una cosa. Il palazzo di mia madre ha un ascensore e c'è un piano sottoterra, tuttavia l'ascensore non si ferma sottoterra. E non parla l'ascensore". Invece la casa di mia madre ha un ascensore e quello parla "spingete il piano dove volete" naturalmente in giapponese. Quando noi siamo chiesto la strada, rispondiamo in tempo a piedi, raramente rispondiamo in metri( perciò rispondiamo anche in metri). Le agenzie immobiliari usano in tempo a piedi, questo significa circa 80 metri a un minuto, non mi ricordo, forse...di conseguenza se avete un occasione di prendere un appartamento a Tokyo, non credete la pubblicità, perché le agenzie calcolano in metri e poi nuovamente calcolano in tempo a piedi (perché non so) e ve lo informano. Quindi dico di nuovo "non credete l'indicazione delle agenzie, se nel percorso ci fossero tanti semafori, loro non lo calcolerebbero, per questo motivo l'indicazioni non sono contate. Magari comminiamo lenti come La Pina ha scritto, perciò sarebbe meglio ci mettete meno come lei. Gli autobus a Tokyo sono complicati anche per noi, per questo molti cittadini non li usano. Le Metro sono più facili e economiche degli autobus ( Ogni cambiamento gli autobus si deve pagare il prezzo, invece le Metro non si deve pagare il prezzo tra le linee di Tokyo Metro, ma ricordatevi. Quando cambiate dalle linee di Tokyo Metro alle linee che sono gestito dalla metropoli si chiama "linee di Toei" oppure dalle linee di Toei alle linee di Tokyo metro, si deve pagare il prezzo, perché questi 2 ditte sono diverse, a Tokyo ci sono 2 ditte di Metro. State attenti! Soprattutto se siete insegnanti dell'istituto italiano di cultura state attenzione, dovreste scendere alla stazione di Kudanshita, vero? Queste stazione fermano entrambi 2, vero? Le usate bene). Inoltre non capisco dove è la fermata di cambiamento (non capisco dove c'è la fermata). E poi La Pina ha raccontato su coin locker, comodi armadietti che custodiscono le vostre cose, ma non li ho mai usato. A volte qualcuno lascia il suo bambino o la sua bambina, (oggi non lo so) diventavano un fenomeno sociale. A proposito questa storia è diventata un libro, si chiama "Coin Locker Baby". Io non l'ho mai letto, di conseguenza non posso raccontarvi la trama, però se vi interessasse, esisterebbe una versione italiana (non è sicuro!!). I distributori automatici. Questi non sono rari, no? Anche a Roma ci sono alcuni distributori automatici (certamente ci sono pochi, però esistono dei tramezzini, delle bevande e dei sigaretti). Solo quei giapponesi sono potuto usato dalle carte Pasmo e Suica (non sono tutti i distributori, eh!! Per esempio davanti a casa mia c'è quel distributori, ma non si può usare Suica e Pasmo). Ah, vorrei aggiungere una cosa. La Pina ha scritto :"Nei distributori ci sono le bevande del versione calda", non è falso, ma queste sono invernali. In estate tutte le bevande dei distributori diventano versione fredda. Penso che queste nostre abitudini siano strano, ma noi giapponesi abbiamo una strana abitudine, cioè in estate si prende qualcosa fredda da bere e mangiare, perciò (oggi non lo so) in estate noi mangiamo (io non mangio) gli spaghetti freddi, e beviamo un caffè freddo, di conseguenza se voleste prendere un caffè caldo, dovreste andare il bar giapponese( però non è sicuro che si può prendere un caffè espresso caldo). Sapete al bar giapponese un caffè è più costoso di quel italiano. Invece i caffè dei distributori costano più o meno 1 euro, però non è espresso, inoltre sono aggiunti lo zucchero e latte( esistono anche senza zucchero e latte). il convenience. Adesso proprio io lavoro in un convenience store di seven eleven. Sì, veramente c'è tutto. Inoltre si apra 24 ore su 24,ma sapete recentemente è successo un caso su questo orario? In Giappone occidentale c'è un convenience store di seven eleven e il proprietario di quel negozio ha chiuso il negozio di notte, perché quel negozio non c'era dipendente per aprire il negozio di notte. Il proprietario ha deciso di chiudere il negozio di notte. Allora l'ufficio centrale si è arrabbiata con lui, gli ha chiesto di pagare risarcimento. Invece lo stato non ha accettato questo comportamento. Il nostro ufficio centrale ha riflesso sul suo comportamento, perciò nel futuro l'orario dei convenience potrebbero cambiare. Vorrei aggiungere una cosa. I convenience non si vendono solo onigiri, si vendono anche Bento, alcolici e pane (non è come vostro) , ecc. A parte questo finalmente questo capitolo è la fine, il marito di La Pina ha scritto sempre la fine. Secondo lui :"A Tokyo vi sentite sempre al sicuro. Non avrete mai la sensazione che qualcuno voglia fottervi". E ha scritto anche :" Gli unici che possono rovinare questo stato delle cose siamo noi STRANIERI. Oggetti personali incustoditi, lunghe code facilmente AGGIRABILI, nessuno controllo quando acquistate qualsiasi cosa, indurrebbero in tentazione ogni occidentale". Insomma noi siamo buoni, però credo che siamo troppo cretini. Vabbeh!! Oggi finiamo qui. Ciao!! A domani.

Impressione di "I love Tokyo" 17.(Il 19 aprile 2019)

La Pina ha scritto sui taxi. E lei ha scritto :" i taxi giapponesi sono economici e perfetti a fine giornata". Tuttavia per me sono carissimi. Quando prendo i taxi, quel momento è di accompagnamento a un ospedale con mia madre, perciò io non pago niente. Comunque non esco tanto (anche il negozio non è lontano, quindi quando ci vado a lavorare, cammino da casa al negozio), non prendo neanche una bici. Se potessi consigliarvi qualcosa su Tokyo, soggiornatevi in centro di un quartiere, (Ah, a proposito La Pina ha scritto:" Dal mio quartiere Shinjuku non potreste stare 2 mesi senza mai uscire". Ha ragione!!) non potreste vivere senza prendere i mezzi pubblici, perché ci sono tutti i vari di negozi. Andiamo avanti. I treni. La Pina ha presentato lo Shinkansen. Forse è vero. Anch'io penso che quello sia il più veloce del mondo, ma neanche quello non ho mai preso. Siccome mio padre ha la patente, di conseguenza quando la mia famiglia ha viaggiato, noi abbiamo preso una macchina usando le autostrade giapponesi. Ora i miei hanno divorziato, e io non ho patente, naturalmente non ce l'ho una macchina. Inoltre non mi interessa il nostro paese, ecco quando ero piccolo, mio padre mi ha portato ovunque( solo in Giappone). Le auto. Se aveste un'occasione di acquistare un'auto, sceglietevi il prodotto giapponese, ma a noi giapponesi piacciono le auto italiane come FIAT, Alfa Romeo, eccetera. Quando ero giovane, volevo acquistare Girella (è moto, eh!!). Ah, devo andare a letto. Buona notte.

Impressione di "I love Tokyo" 16.(Il 18 aprile 2019)

Ieri ho sritto un argomento sulle cose sessuali. Dottor Daniel ha scritto anche :" Basti pensare al "kimbaku" , noto anche come "shibari", oggi inteso come bondage ma in origine una tortura in cui i prigionieri venivano immobilizzati con corde e lacci". Dico la verità!! Anche a me interessa il "kimbaku (legare una donna con delle corde)" e ho voglia di tormentare la donna, però ho voglia di anche diventare un uomo normale, vorrei smettere un sadico. Non voglio essere detestato dalle italiane. Ho confessato il mio vizio sessuale anomalo con il coraggio, perché non volevo nasconderlo alle italiane. Andiamo avanti. Secondo dottor Daniel :" Alcuni uomini giapponesi, infatti, anche fuori casa, non perdono occasione per dare sfogo alle loro pulsioni, in modo più "soft" tramite il frotteurismo(cosa significa questa parola? il mio dizionario non ha questa parola), ossia strofinando i propri genitali sul corpo di una persona sconosciuta in un luogo pubblico, solitamente su treni e metro affollati, in cui il contatto è inevitabile e non desta sospetto" e il dottore ha raccontato anche :" Nelle realtà come Tokyo questa è una pratica diffusa a tal punto da dover ricorrere a vagoni per sole donne nelle fasce orarie dei pendolari, ea cartelli che invitano a denunciare questi molestatori, detti chikan, a testimonianza del fatto che, per quanto diffuso, questo comportamento non sia socialmente accettato", cioè il dottore ha spiegato il motivo per cui esistono carrozze riservate alle donne a Tokyo. Vorrei dirvi una cosa, certamente ci sono tanti chikan a Tokyo, ma a volte alcuni uomini chi sono stati sbagliati di denunciare come quei molestatoti esistono, e spesso loro sono sotto processo. Se vincessero, non sarebbero niente, tuttavia se perdessero, loro perderebbero anche il loro mestiere nonostante sono inocenti, per questo motivo quel problema è un po' complicato. Come mai solo il nostro paese ha quel problema? Beati voi italiani. Chiudiamo l'argomento sulla cosa sessuale. Mi sono vergognato. Andiamo avanti. La Pina vi ha consigliato di fare una tesserina, una specie di carta di credito/pass che vi permette di evitare scemo a calcolare il valore della corsa che devi fare e soprattutto di impazzire con le monete. Di queste tessere ce ne sono 2, di 2 compagnie diverse: SUICA e PASMO. Le emettono le macchinette dei biglietti nelle stazioni. Comunque queste sono utili. Si può usare anche Convenience store. Leggete i dettagli al libro. E La Pina ha messo una mappa delle metro in inglese sul libro. Ah, anche oggi devo andare a letto. A domani. Ciao.

Impressione di "I love Tokyo" 15.(Il 17 aprile 2019)

Ieri ho scritto l'argomento sulle Metro, ma La Pina ha raccontato anche la JR Yamanote Line. Come La Pina ha scritto, quella è una esterna, di superfice, che collega i quartieri più importanti, formando una specie di anello intorno al centro della città, però non vorrei scrivere questa cosa. La Pina ha scritto seguentemente :" In Giappone il riposino è consentito sempre e dappertutto. Non è raro che chi vi siede accanto si accasci sulla vostra spalla con la bocca aperta e la testa ciondolante. Sarà lavoro tanto, e ogni momento è buono per riposare, sarà che d'inverno i sedili di alcune linee sono riscaldati... Sì, è vero. Soprattutto di sera si trova quella scena. Quando finiamo il lavoro, lo facciamo, anch'io quando ero giovane solo una volta l'ho fatto, perché ero molto stanco per lavoro. Mi vergognavo molto. Tuttavia quell'atto non è un premio che si meritano in pieno. Sì, quell'atto si dice "Inemuri( significa pisolino)" in giapponese. Andiamo avanti. E poi La Pina ha scritto su carrozze riservate alle donne. Il motivo per cui quell'atto è spiegato da un fondatore del centro integrato di sessuologia Daniel Giunti. Una volta ho scritto di esistere una versione giapponese di questo libro, però veramente quella traduttrice ha tradotto quello? Forse lei è sposata con un italiano, per questo ha perso il senso giapponese. Comunque secondo dottor Daniel :" Nella sfera sfera privata anche del più insospettabile impiegato, questa pressione sociale può trovare sfogo in pratiche sessuali talvolta bizzarre se non addirittura estreme: basti pensare al "bukkake", eiaculazione di gruppo sulla stessa persona, e al "kinbaku", noto anche come "shibari", oggi inteso come bondage ma in origine una tortura in cui i prigionieri venivano immobilizzati con corde e lacci...". Questo è vero. Sapete che in Giappone ci sono tanti video del "bukkake"? A me piace "nakadashi" (significa eiaculazione in fica). Vi siete sorpresi? Non mi piace tanto il "bukkae". Ah, devo andare a letto. Continua questo argomento anche domani. Ciao.

Impressione di "I love Tokyo" 14.(Il 16 aprile 2019)

Da oggi scrivo il capitolo 3. La Pina ha raccontato come spostarsi a Tokyo. Secondo lei:" Ci sono 1.000 modi per spostarsi a Tokyo e sono tutti ben organizzati. Se vi fermate un secondo e ci fate caso, considerando che ci sono auto, taxi, metro, autobus, treni, elicotteri (questo è esagerato), aerei e chi più ne ha più ne metta, tutto sommato c'è silenzio". Tuttavia il mio quartiere è rumoroso, io crescevo in centro del quartiere. E quella zona è anche oggi molto rumorosa, anche di notte. Ora io vivo in una zona periferica, perciò non è tanto rumorosa (anche di giorno!!). Comunque andiamo avanti. Lei vi ha consigliato di sentire il suono divino (è troppo esagerato!!) di nostra città. Forse ogni quartiere ha il suo suono. Per esempio:" Il mio quartiere Shinjuku e Shibuya sono rumorisi, perché la gente si parla molto alta voce e le musiche dei negozi sono molto caotici. Invece Il quartiere di Setagaya, Nerima, ecc. sono molto silenziosi, visto che questi quartieri sono i quartieri residenziali. Magari questi meritano di sentire il loro suono, godetevelo. Poi La Pina ha scelto un argomento sulle metro. Sì, la città viva 24 su 24, ma non solo metro, molti mezzi pubblici si fermano di notte. Neanche autobus, non è come Roma. Non esiste autobus notturno. Se voleste spostarvi di notte a Tokyo, dovreste prendere un taxi, oppure a piedi. A devo dirvi una cosa. Mentre di notte i taxi aumentano il prezzo (penso che sia di 20%). Non è economico. Ah, devo andare a letto! Ciao!!

Impressione di "I love Tokyo" 13.(il 15 aprile 2019)

Ieri ho dimenticato di scrivere una cosa. Quando ho cominciato a studiare italiano, uno degli insegnanti del corso sul programma televisivo di NHK era Girolamo Panzetta (un altro era Dario Ponissi, lui è un trinese), lui è un napoletano ed è sposato con una giapponese (lei si chiama Kikuko). Anche Girolamo era famoso. A proposito scorso marzo mentre ascoltavo un programma di 105 (questo programma si chiama Radio Costanzo Show) lui si è esibito con il telefono, e lui ha risposto l'intervista di Costanzo. Mi sono stupito. E Signor Costanzo gli ha chiesto:" Sei italiano o giapponese?", lui ha risposto decisamente:" Sono giapponese". Bravo Girolamo, anch'io vorrei dire :"Sono italiano"(La Pina scritto :"Forse tu italiano e italiana ,sei quello che ogni giapponese vorrebbe essere", è giustissimo!!), però lui vive in Giappone con sua moglie giapponese, invece io vivo in Giappone da solo. Voglio sposare con una italiana. Andiamo avanti. La Pina ha scritto :" I giapponesi nutrono un'autentica passione per l'Italia". Io non lo so, non mi interessa gli altri giapponesi nutrono quella passione, o no, ma veramente gli studenti universitari scelgono l'italiano come seconda lingua obbligatoria da affiancare all'inglese? Non capisco il motivo. Certamente la cultura italiana mi affascina molto. E poi La Pina ha spiegato una frase giapponese "Kuki wo yomu", però queste parole abbiamo iniziato a usare recentemente molto, quando ero giovane non si usavano. La spiegazione di La Pina è giusto. Come mai lei sa così tante cose su Giappone? La fine del capitolo Emiliano (marito di La Pina) ha scritto il suo ricordo a Tokyo. Il primo quartiere che lui ha visitato è quello di Ginza (All'improvviso un quartiere molto alto!!). Gli piace lo Yamaha Building dove si vende degli strumenti musicali. Yamaha è una famosa marca degli strumenti musicali. Lui è un musicista, perciò lui preferisce questo edificio. Ah, devo andare a letto!! Buona notte!!

Impressione di "I love Tokyo" 12.(Il 14 aprile 2019)

Anche ieri ho scritto un brutto ricordo. Insomma verso l'inzio negli anni 90 non era buon epoca. Anche questo è un altro argomento. Vorrei vedere i dvd di Winx Club, perciò devo finire di leggere questo libro. La Pina ha scritto sui divieti. In questi giorni non prendo le Metro, per questo motivo non conosco bene oggi come divieti esistono. In realtà da quando ho cominciato a lavorare il negozio (circa 2 anni fa), non ho bisogno di prenderle, perché posso andarci a piedi. Però evidentemente a Tokyo, ci sono troppo divieti. Forse noi giapponesi siamo troppo maleducati, di conseguenza abbiamo bisogno di tanti divieti. Andiamo avanti. La Pina è un'amica di Maria Alfonsa Suzuki. Non lo sapevo. Sì, sicuramente lei è famosa in Giappone. Lei insegna non solo università. Vi ricordate NHK(la TV di stato)? C'è un programma televisivo del corso italiano (anche oggi continua) su questa canale. Un periodo lei ha fatto un'insegnante di questo programma, perciò lei è diventata famosa. Penso che anche in Italia (magari su RAI) sia meglio di produrre e trasmettere un programma televisivo del corso lingua straniera. Purtroppo non esiste in Italia. Invece in Giappone questo programma esiste, eppure noi giapponesi non parliamo inglese. Lei ha insegnato anche all'istituto italiano di cultura. Circa 13 anni fa anch'io ci frequentavo per imparare italiano, e solo una volta l'ho vista, però il mio orgoglio non è solo questo ricordo. Una volta sono andato a casa del Jazz a Roma come assistente di cuoco, e questo momento ho visto Raffaella Carrà!! Quel momento non mi sono accorto di lei, ma quando il lavoro è finito, finalmente mi sono accorto!! Volevo il firma di lei( gli italiani avete quest'abitudine??)!! Ah, anche oggi il tempo di andare a letto. A domani. Ciao!!

Impressione di "I love Tokyo" 11.(Il 13 aprile 2019)

Oggi ho finito di leggere il capitolo 2. Ieri vi ho raccontato il Boom di Bubble. Andiamo avanti. La storia di Bubble vi racconto approfonditamente a un'altra occasione. La Pina ha scritto quando consegna i biglietti da visita a qualcuno, è da porgere con 2 mani. E ha scritto anche "è un modo gentile e rispettoso". Giusto. Quell'argomento è giusto. E poi l'argomento seguente è fare la coda. Certamente a noi giapponesi piace fare la coda. Perché non lo so. Comunque facciamo una coda. Poi lei ha scritto di chiedere aiuto. Sì, noi aiuteremmo una persona che ha perso la strada, ma c'è un problema. Noi giapponesi non parliamo inglese. Abbiamo imparato inglese alla scuola media e al liceo, eppure non sappiamo parlare. Però non disperatevi, secondo La Pina, il numero degli studenti universitari che sceglie l'italiano come seconda lingua obbligatoria da affiancare all'inglese( io non lo sapevo!!), perciò è meglio che chiedete aiuto in italiano ai soprattutto giovani, forse vi aiuteranno. Magari loro parlano più buono di me. Siccome io non ho laureato, e neanche non entravo a un'università. Il mio cervello è così male, non sapevo entrare all'università. Vorrei andare all'università, ma ormai sono vecchio, è impossibile. Torniamo discorso. La Pina ha scritto:" Se invece di fermarsi ad accudirsi ad accudirvi, vi vedete rispondere con un gesto che ricorda quello della Maionchi a X Factor( io vivo in Giappone, non posso vederlo, perciò non conosco come il gesto), ci sono 3 possibilità. -Si vergognano di non sapere bene l'inglese e scappano( magari quasi tutti fanno così, di conseguenza provate a chiedere aiuto in italiano!! Se mi chiedeste aiuto, risponderei in italiano, però il mio italiano è peggio, eh!!). -Non hanno tempo! è che lavora quella...-Siete vestiti alla cazzo( questa possibilità è molto bassa, voi siete elegantissimi. Io lo so, perché io sono venuto in Italia per 2 volte, e l'ho visto). E lei ha chiuso l'argomento con una frase:" Chiedete a qualcun altro. Il prossimo argomento è i piedi. Noi giapponesi abbiamo abituato di togliere le scarpe quando entrare in tutte le case. Quest'abitudine è tradizione. Tuttavia lavare i piedi la mattina e indossare dei calzini presentabili è un po' esagerato. Noi non si fa così. Regalini. Tra gli amici non si porta regalini. Solo sul lavoro, quando il capo oppure collega invita a qualcuno, allora questa persona porterebbe i regalini. Le regole per sceglierlo è La Pina l'ha scritto nel libro. Leggetevelo. A tavola. Noi non si prepara sempre forchetta e cucchiaio. Generalmente noi usiamo i bastoncini( La Pina ha scritto le bacchette, ma mentre stavo a Roma, i romani li hanno chiamati i bastoncini). Però in Giappone di oggi si mangia anche la cucina occidentale, (lo conoscete, vero) per questo motivo a volte prepariamo forchetta e cucchiaio. Però è meglio che sapete usare i bastoncini. Le istruzioni per l'uso dei bastoncini è La Pina ha scritto con il disegno nel libro. Lasciare pulito. Anche La Pina ha raccontato, ma a Tokyo veramente non ci sono cestini dove buttare la immondezza (vi prego di non venite solo buttarla a convenience store, dato che adesso lavoro lì, mi raccomando anche fare la spesa), sapete perché? Beh, finalmente sono diventato quell'età che lo racconto ai giovani, sono veramente invecchiato. Queta cosa era colpa di un caso. Verso l'inizio negli anni 90 il caso è successo. Si chiama il caso delle Metro-Sarin(non so come si dice "Sarin" in italiano, comunque indica un tipo di fortissimo veleno). Quel caso suscitava un gruppo religioso terroristico che si chiamava Omu-Shinrikyo. Quel gruppo ha seminato il veleno nelle metro. Tanti passeggeri diventarono le vittime. E poi per non mettere un pericolo i cestini di metropoli sono scomparsi. Prima del caso, c'erano quelli. L'anno scorso i dirigenti di quel gruppo sono morti, perché loro erano i condannati morti. A proposito avevo una possibilità di essere coinvolgere anch'io, perché in quel tempo anch'io usavo la metro per andare il lavoro. Fortunatamente potevo sfuggire al caso. Meno male. Ah, devo andare a letto. Ciao.

Impressione di "I love Tokyo" 10.(Il 12 aprile 2019)

Ieri ho scritto troppo la mia opinione personale. Torniamo discorso, La Pina ha scritto di sorriso. Io copio delle frasi. "Il sorriso è un linguaggio universale che non ha bisogno di traduzioni Lo capiscono tutti, dai bambini agli anziani. Non c'è bisogno di interpreti o sottotitoli...". Si capisce facilmente. Io non capisco bene italiano, eppure lo capisco. è chiaro, no? Poi La Pina ha scritto su inchino. In generale noi giapponesi certamente ci presentiamo con un piccolo inchino, però vi dico:" non fate troppo inchino profondo". Questo non è educato. Inchino leggero è meglio. Questo tipo di inchino si dice "Eshaku" in giapponese. A noi giapponesi piace "Eshaku". Andiamo avanti. Biglietti da visita (in giapponese si dice "Meishi"). Io non ho mai avuto questo, perché non ho mai fatto impiegato. Generalmente impiegati portano i biglietti da visita in Giappone. Invece voi avete questi? Io non ho mai visto un italiano ha i biglietti da visita. E tutti giapponesi non sono impiegati, quindi molti giapponesi di oggi non li abbiamo (quando ero giovane, molti giapponesi erano impiegati, perciò quando si vedono per la prima volta, si scambiano i biglietti da visita, quest'atto si dice "Meishi koukan" in giapponese. Ma negli anni 90 in Giappone il boom di bubble è crollato, molti giapponesi perdevamo il nostro mestiere. Non potevamo scegliere un lavoro. Fortunatamente ho il titolo di cuoco, di conseguenza lavoravo un istituto per i bambini disabili per 11 anni. Tuttavia molti ragazzi di quel tempo hanno smesso di impiegati. Ah, anche oggi devo andare a letto. A domani.